CAMMINANDO TRA GLI SCOTANI DALLE MILLE ANIME

Bastano pochi dettagli a creare l’atmosfera. Bastano, ad esempio, rocce bianche, ciuffi d’erba e macchie di scotano, nome botanico Cotinus coggygria o Rhus cotinus L. (la “L.” finale, che si trova spesso nei nomi della natura, indica che si tratta della nomenclatura linneana).
Capiterà che annoi qualcuno usando i nomi scientifici delle piante eppure, anche se a farlo do l’impressione del contrario, ne so poco di botanica e a volte divento matta per identificare piante che molti riconoscono al volo ma so che i nomi comuni creano spesso confusione e quindi, con curiosità piacere, investo del tempo e indago.
TITOLO: frammenti di viaggio II
ISPIRAZIONE: pianta di scotano (Cotinus coggygria)
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 10x15cm circa
FINITURA: impregnante all’acqua e cera

Ad alcuni parranno sottigliezze superflue, invece è la base del discorso, potremmo dire che è un po’ come parlare di soprannomi personali: magari ci sono Valentina, Cristina e Costantina, tre donne differenti per fattezze fisiche e caratteriali, cultura ed abitudini. Tutte e tre sono conosciute come “Tina” dai loro rispettivi amici eppure incontrandole ci troveremmo di fronte a tre persone molto diverse!

A proposito di far confusione mi farete forse notare che per questa pianta ho riportato due nomenclature ma non c’è rischio d’errore: si riferiscono entrambe proprio a quello scotano mentre i nomi comuni, i soprannomi, possono portare confusione: localmente la pianta è chiamata anche sommaco ma sarebbe meglio dire falso sommaco o sommaco selvatico, perchè con quel nome vengono indicate anche altre piante! Un altro nome comune è albero della nebbia e con le prossime fotografie capirete perchè.

La prima volta che ho incontrato (almeno consapevolmente) il Cotinus coggygria è stato sul Carso; non l’ho focalizzato subito ma dopo un po’, come dicevo all’inizio, ho capito che era lui insieme ai ciuffi d’erba ed alle rocce bianche a dare quella certa personalità (almeno secondo le mie percezioni) alle alture carsiche, donando brio ad una terra che non sempre è stata uniformemente ricca di verde. Vegetazione in parte giovane quindi, forse anche per questo mi ha dato una sensazione vivace!

Passeggiando per sentieri ne ho visto un po’ ovunque. I suoi rametti spuntano semplici e dritti ma possono anche diventare cespugli intricatissimi e nelle condizioni ideali crescere molto. Le sue foglioline tondeggianti nascono d’un verde luminoso ma poi possono diventare anche molto scure, soprattutto nelle zone boscose e con l’avvicinarsi dell’autunno accolgono pennellate di rosso, bellissime sfumature di rosso che giocano a contrasto con quelle ancora verdi o, magico effetto, con dei candidi ciuffi piumosi.
Forse mi sono affezionata a questa pianta perchè, più di tante altre, è una pianta dai mille volti e dai mille caratteri: certe volte si mostra semplice ed altre volte intricata, ama sia gli spazi aperti e i cieli azzurri che gli intimi sentieri boscosi. Io mi sento un po’ così, non ho sempre lo stesso aspetto o lo stesso carattere, ho anime diverse a seconda delle situazioni e dell’umore e quindi posso aver voglia di nascondermi o di mostrarmi e di mostrarmi come un semplice rametto o di intrecciare i rami e sfoggiare appariscenti effetti.
Penso che le due fotografie che mostro in questo post possano farvi ben intuire le differenti anime dello scotano, la prima è stata scattata lungo il “Sentiero dei castellieri”, in una zona boscosa sopra Monfalcone (GO) e l’altra lungo i sentieri delle Alture di Polazzo e a pochi giorni di distanza l’una dall’altra.
Forse avrete notato che una delle due immagini è stata l’ispirazione per la pirografia attorno a cui ruotano le mie chiacchiere odierne.
Se vi ho incuriositi e vi va di conoscere le altre sensazioni che questa terra mi ha insegnato a provare vi rimando al post “Le anime del Carso e degli uomini” (clic QUI).
Se avete anche la curiosità di conoscere le motivazioni che mi hanno invogliata a creare questa pirografia (e vederne un’altra a tema), vi rimando al precedente post “Ricordi e ritorni tra i sentieri del Carso” (clic QUI).
Arrivererci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

N.B. io mi sono divertita ed impegnata ma vi ricordo che non ho mai studiato botanica o simili scienze, quindi considerate i miei racconti floreali come semplici curiosità da approfondire! È così facile sbagliare…

8 risposte a "CAMMINANDO TRA GLI SCOTANI DALLE MILLE ANIME"

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  1. Cara Vele (innanzi tutto grazie per i complimenti), bisogna ammettere che è moooooolto complicato riconoscere le piante! E ce ne sono di estremamente simili che in realtà appartengono a specie, generi, famiglie diverse… 😱 Non capisco come mai mi diverta tanto a perdermi tra i loro nomi, io poi che ho poca memoria e ciclicamente mi dimentico buona parte di quelle che ho imparato man mano… eppure non riesco a trattenermi dall'indagare!

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  2. Caro Alfa, son contenta d'averti raccontato qualcosa di nuovo! La botanica è un mondo intricato, ad ognuno i suoi misteri he he he… anche se le mie conoscenze nel campo, se non per qualità almeno per quantità, sono molto amatoriali!
    Ciaooo! 🙂

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