Helianthus per Eliana

Pirografia su legno, decorazione personalizzata con girasoli • creazione originale di Anna Bernasconi Art

Dal mio blog “Tra realtà e fantasia”.
Per leggere il piccolo racconto di questa ispirazione, clicca QUI!

Miniquadro o segnalibro con sogetto personalizzato • Pirografia su legno • 3,5×16 cm circa • Se ti piacerebbe avere una mia opera contattami, per maggiori info, senza impegno.

Anna

Lo studio della biologia… artistica!

Pirografia su legno, decorazione personalizzata a tema DNA • creazione originale di Anna Bernasconi Art

Dal mio blog “Tra realtà e fantasia”.
Per leggere il piccolo racconto di questa ispirazione, clicca QUI!

Miniquadro o segnalibro con soggetto personalizzato • Pirografia su legno • 3,5×16 cm circa • Se ti piacerebbe avere una mia opera contattami, per maggiori info, senza impegno.

Anna

Un elfo artigiano tra abeti e grotte

Decorazione natalizia da appendere (cordino incluso) • creazione originale di Anna Bernasconi Art

Dal mio blog “Tra realtà e fantasia”.
Per leggere il piccolo racconto di questa ispirazione, clicca QUI!

Decorazione natalizia Albero01 • Pirografia su legno + cordino con perlina • 5×6 cm circa • Se ti piacerebbe avere una mia opera contattami, per maggiori info, senza impegno.

Anna

Nozze di legno, cuori e messaggi speciali

IMG_20180829_182451SOGGETTO: decorazione personalizzata.
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 8,5×13 cm circa

Oggettistica in legno personalizzata, realizzo targhe/quadretti/decorazioni simili su commissione.

Nei menu del sito trovi i link agli shop o, se preferisci, per acquistare o per semplici informazioni, trovi anche il modulo per contattarmi.

Puoi leggere la presentazione di questa creazione, insieme a tutte le info, ispirazioni e curiosità, cliccando QUI!

Anna

NEL MONDO DI GEA, TRA AMICI ED IDEE

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SOGGETTO: segnalibro o decorazione da appendere personalizzata.
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 2,5×14 cm circa

Opera originale di Anna Bernasconi Art, persiìonalizzata. Puoi richiedermi qualcosa di simile!

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Anna

SAPER MOSTRARE, SAPER OSSERVARE

SOGGETTO: ciondoli con decorazioni varie, personalizzate.
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: lato circa 3,5 cm (misure personalizzabili)

Opere originali di Anna Bernasconi Art, eseguite su commissione. Puoi richiedermi qualcosa di simile!

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Anna

TIC-TOC-TAC-CLIC, FRAMMENTI DI MOSCIANO SANT’ANGELO

ABart_1807_shopTITOLO: Frammenti di viaggio V
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 14x21cm circa

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

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Anna

L’AFRICA IN LUNGO E IN LARGO

ABart_1723_shop.jpgTITOLO: Africa II
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 3,5×16,5 cm circa

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

Nei menu del sito trovi i link agli shop o, se preferisci, per acquistare o per semplici informazioni, trovi anche il modulo per contattarmi.

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Anna

IL PRIMO VIAGGIO IN AFRICA

TITOLO: Africa IABart_1722_shop.jpg
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 3,5×16,5 cm circa

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

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Anna

UNA MAPPA DEL TESORO IN NUOVA ZELANDA

ABart_1725_shop.jpgSOGGETTO: Nuova Zelanda (illustrazione personalizzata)
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 8×9,5cm circa
NOTE: applicazione calamaita

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

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Anna

UNA FAMIGLIA A SORPRESA PER NATALE

ABart_1724_02_shop.jpgTITOLO: Natività I
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 5,5×6,5cm circa
NOTE: variante da appendere / variante da appoggio

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

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Anna

CAMMINANDO TRA GLI SCOTANI DALLE MILLE ANIME

Bastano pochi dettagli a creare l’atmosfera. Bastano, ad esempio, rocce bianche, ciuffi d’erba e macchie di scotano, nome botanico Cotinus coggygria o Rhus cotinus L. (la “L.” finale, che si trova spesso nei nomi della natura, indica che si tratta della nomenclatura linneana).
Capiterà che annoi qualcuno usando i nomi scientifici delle piante eppure, anche se a farlo do l’impressione del contrario, ne so poco di botanica e a volte divento matta per identificare piante che molti riconoscono al volo ma so che i nomi comuni creano spesso confusione e quindi, con curiosità piacere, investo del tempo e indago.
TITOLO: frammenti di viaggio II
ISPIRAZIONE: pianta di scotano (Cotinus coggygria)
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 10x15cm circa
FINITURA: impregnante all’acqua e cera

Ad alcuni parranno sottigliezze superflue, invece è la base del discorso, potremmo dire che è un po’ come parlare di soprannomi personali: magari ci sono Valentina, Cristina e Costantina, tre donne differenti per fattezze fisiche e caratteriali, cultura ed abitudini. Tutte e tre sono conosciute come “Tina” dai loro rispettivi amici eppure incontrandole ci troveremmo di fronte a tre persone molto diverse!

A proposito di far confusione mi farete forse notare che per questa pianta ho riportato due nomenclature ma non c’è rischio d’errore: si riferiscono entrambe proprio a quello scotano mentre i nomi comuni, i soprannomi, possono portare confusione: localmente la pianta è chiamata anche sommaco ma sarebbe meglio dire falso sommaco o sommaco selvatico, perchè con quel nome vengono indicate anche altre piante! Un altro nome comune è albero della nebbia e con le prossime fotografie capirete perchè.

La prima volta che ho incontrato (almeno consapevolmente) il Cotinus coggygria è stato sul Carso; non l’ho focalizzato subito ma dopo un po’, come dicevo all’inizio, ho capito che era lui insieme ai ciuffi d’erba ed alle rocce bianche a dare quella certa personalità (almeno secondo le mie percezioni) alle alture carsiche, donando brio ad una terra che non sempre è stata uniformemente ricca di verde. Vegetazione in parte giovane quindi, forse anche per questo mi ha dato una sensazione vivace!

Passeggiando per sentieri ne ho visto un po’ ovunque. I suoi rametti spuntano semplici e dritti ma possono anche diventare cespugli intricatissimi e nelle condizioni ideali crescere molto. Le sue foglioline tondeggianti nascono d’un verde luminoso ma poi possono diventare anche molto scure, soprattutto nelle zone boscose e con l’avvicinarsi dell’autunno accolgono pennellate di rosso, bellissime sfumature di rosso che giocano a contrasto con quelle ancora verdi o, magico effetto, con dei candidi ciuffi piumosi.
Forse mi sono affezionata a questa pianta perchè, più di tante altre, è una pianta dai mille volti e dai mille caratteri: certe volte si mostra semplice ed altre volte intricata, ama sia gli spazi aperti e i cieli azzurri che gli intimi sentieri boscosi. Io mi sento un po’ così, non ho sempre lo stesso aspetto o lo stesso carattere, ho anime diverse a seconda delle situazioni e dell’umore e quindi posso aver voglia di nascondermi o di mostrarmi e di mostrarmi come un semplice rametto o di intrecciare i rami e sfoggiare appariscenti effetti.
Penso che le due fotografie che mostro in questo post possano farvi ben intuire le differenti anime dello scotano, la prima è stata scattata lungo il “Sentiero dei castellieri”, in una zona boscosa sopra Monfalcone (GO) e l’altra lungo i sentieri delle Alture di Polazzo e a pochi giorni di distanza l’una dall’altra.
Forse avrete notato che una delle due immagini è stata l’ispirazione per la pirografia attorno a cui ruotano le mie chiacchiere odierne.
Se vi ho incuriositi e vi va di conoscere le altre sensazioni che questa terra mi ha insegnato a provare vi rimando al post “Le anime del Carso e degli uomini” (clic QUI).
Se avete anche la curiosità di conoscere le motivazioni che mi hanno invogliata a creare questa pirografia (e vederne un’altra a tema), vi rimando al precedente post “Ricordi e ritorni tra i sentieri del Carso” (clic QUI).
Arrivererci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

N.B. io mi sono divertita ed impegnata ma vi ricordo che non ho mai studiato botanica o simili scienze, quindi considerate i miei racconti floreali come semplici curiosità da approfondire! È così facile sbagliare…

CIONDOLO ALBA SPINA, PIROGRAFIA SU LEGNO

Un post rapidissimo solo per informare chi passa di qua che i miei ciondoli pirografati non sono più solo per me ma sono disponibili (sullo shop o contattandomi) per chiunque li vorrà, per sé o per un regalo! Se ne volete di personalizzati scrivetemi, se riuscirò ad accontentarvi ne sarò felice!

Già che ci sono vi ricordo tutti i miei link, li trovate sempre qua sul blog ma magari gli affezionati che vengono a leggere i nuovi post non si sono nemmeno accorti che sono spuntati e allora ecco un piccolo invito a curiosare.

 

Se siete curiosi e non avete ancora letto della natura e di divinità maggioline che hanno ispirato la creazione, qualche mese fa, di questi gioielli di legno e alba spina (biancospino) potete cliccare QUI.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

ORECCHINI ALBA SPINA, PIROGRAFIA SU LEGNO

Un post rapidissimo solo per informare chi passa di qua che i miei orecchini pirografati non sono più solo per me ma sono disponibili (sullo shop o contattandomi) per chiunque li vorrà, per sé o per un regalo! Se ne volete di personalizzati scrivetemi, se riuscirò ad accontentarvi ne sarò felice!

Già che ci sono vi ricordo tutti i miei link, li trovate sempre qua sul blog ma magari gli affezionati che vengono a leggere i nuovi post non si sono nemmeno accorti che sono spuntati e allora ecco un piccolo invito a curiosare.

 

Se siete curiosi e non avete ancora letto della natura e di divinità maggioline che hanno ispirato la creazione, qualche mese fa, di questi gioielli di legno e alba spina (biancospino) potete cliccare QUI.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

RICORDI E RITORNI TRA I SENTIERI DEL CARSO

Il mio mostrarmi sul web è principalmente dedicato al far conoscere le mie mani che giocano con forme e colori ma mi piace anche fotografare ed è per questo che, se m’incontrate dal vivo in un luogo ameno, sarò quasi certamente tra quelli che gironzolano alle prese con una fotocamera (se sto inquadrando un comignolo passate pure senza abbassarvi! In quanti lo fanno, he he he…) e non una misteriosa artista appollaiata con album e matita.

Un’ottima scusa per non mostrarmi all’opera, essendo che ancora m’imbarazzo se qualcuno mi osserva creare e un po’ m’imbarazza anche essere osservata mentre fotografo; in certi frangenti sono un’introversa senza speranza!
TITOLO: frammenti di viaggio III
ISPIRAZIONE: sentieri storici sul Monte San Michele (GO)
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 10x15cm circa
FINITURA: impregnante all’acqua e cera

 

Sorvolando sui problemi d’insicurezza, c’è una promessa che mi faccio ogni volta che visito e fotografo un luogo speciale: unire, infine, l’arte fotografica e quella pittorica, ispirandomi a qualche scatto per poi creare. Devo però confessare che raramente mi è capitato di mantenere questa promessa, sempre distratta da infinite piccole e grandi cose da fare e da innumerevoli idee alternative.
S’avvicinano nuove vacanze e la promessa che già bisbigliava all’orecchio è stata mantenuta, un po’ in… anticipo o ritardo? Perché le vacanze devo ancora farle ma una delle mete sarà il Carso friulano, terra dove ho “lasciato l’anima” (vi invito scoprire perché leggendo il mio post di viaggio “Le anime del Carso e degli uomini“, cliccate QUI) qualche anno fa e siccome vorrei portare dei doni alle persone che rincontrerò ho pensato di creare due quadretti dedicati ai loro luoghi.

Forse questa dinamica è anche la più positiva: il ricordo è spesso malinconico mentre in questa occasione ho cercato ispirazione, tra le vecchie fotografie, carica della felicità di tornare!

Sentieri del “Museo all’aperto del Monte San Michele e San Martino del Carso”

 

Ho quindi deciso di tentare le mie prime pirografie paesaggistiche; fino ad ora mi ero dedicata a motivi decorativi, simbolici, fantasiosi ma eccomi stavolta a cimentarmi in qualche “cartolina” quasi realistica. Sì, quasi: creo “tra realtà e fantasia“, no? A qualcuno sembrerà una scusa per non ammettere una scarsa bravura nel riprodurre, ad altri sembrerà interessante personalizzazione… comunque, io vi mostro la mia pirografia e qualunque sia la vostra impressione spero che vi sia piaciuto guardarla e che vi abbia trasmesso un po’ del fascino di luoghi a me cari. Vi mostro anche la fotografia a cui mi sono ispirata, scattata lungo i sentieri della Grande Guerra sul Monte San Michele (GO), dove ci si immerge in un periodo storico che trafigge il cuore, accompagnati però da una briosa natura.

Se effettivamente vi ho incuriositi ricordatevi di cliccare il link che vi ho lasciato qualche riga più su e se volete vedere altre ispirazioni artistiche a tema potete cliccare QUI.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

UN INSOLITO TRIO AGGHINDATO D’ALBA SPINA

Chissà se esiste un fiore che può non essere più o meno facilmente confuso con un altro… immagino di no, se non da un botanico o da qualche super appassionato, attento ai dettagli e con ottima memoria. Io sono solo una smemorata curiosa, quindi non mi resta che spendere un sacco di tempo ogni volta che una pianticina m’incuriosisce, spulciando tra fotografie e informazioni su immani quantità di generi, famiglie, specie, varietà

Stavolta ho provato a districarmi tra due generi della famiglia delle Rosaceae, il Crataegus (comunemente detto biancospino a cui, magari non lo sapete, appartengono diverse specie e varietà) e la Pyracantha (comunemente detta agazzino).
Il biancospino è quello a cui mi sono originariamente ispirata mentre l’agazzino è quello che credevo biancospino e che invece, avvicinandomi per fotografarlo, mi ha lasciata perplessa: le foglie non erano affatto quelle che avevo visto per il web e sui libriccini di erboristeria! Ovviamente mi sono incuriosita ed ho così scoperto che in quell’angolo del giardino di papà vive una Pyracantha.
Potrei anche essere dispiaciuta di non aver potuto fare la fotografia che speravo invece sono contenta: ho scoperto una nuova briciola di flora deliziosa e l’ho scoperta appena in tempo, agli sgoccioli della fioritura, infatti molti dei corimbi (il tipo di struttura delle infiorescenze di queste piante) erano almeno in parte già sfioriti.
Ma il mio curiosare s’è concentrato sul Crataegus: questo è il nome latino usato in botanica e dovrebbe (non fidatevi ciecamente, non sono una linguista, ho solo curiosato un po’!) derivare dal greco, infatti biancospino corrisponde a κραταιγος (krataigos) ed originerebbe κρατο (krato) che indica robustezza, quella dei rami o forse anche quella dei suoi effetti corroboranti: sono conosciutissimi quelli sull’apparato circolatorio ed ho trovato alcuni riferimenti etimologici che abbinano “forza” a “capra”, nel senso di animale che si rinvigorirebbe grazie alla pianta.
Ho letto anche che “crataegon” potrebbe essere un antico nome sia del biancospino che del cuore, inteso come cratere che contiene e sprigiona la lava/sangue e quindi anche adatto ad indicare la pianta, per i suoi benefici. Etimologia attendibile? Non so ma l’ho trovata affascinante e allora ve la racconto come chiacchiera curiosa.
Il nome con cui mi pare maggiormente indicato nell’antica Roma è però alba spina (spina bianca) ed era consacrato a Flora, dea primaverile ed a Maia, dea “maggiolina”, ruolo che evidentemente, nel cristianesimo, è stato reinterpretato dalla Madonna.
Anche i celti onoravano il biancospino in quel mese che però si svolgeva tra le odierne metà di maggio e giugno.
Sono stata ispirata da questa pianta qualche settimana fa, curiosando per libri (e non per averla vista fiorita durante qualche passeggiata), è quindi stata una piacevole sorpresa notare d’aver scelto il periodo perfetto in cui dedicarle la mia attenzione, la mia manualità e la mia fantasia.
Per ringraziarmi, le divinità “maggioline” mi hanno ripagata con addirittura tre ispirazioni! Ho iniziato a creare pensando ad una decorazione da appendere o segnalibro, il resto dell’insolita “parure” non era in progetto. Il primo a spuntare a sorpresa è stato il ciondolo: in origine era solo un quadratino su cui provare a pirografare le nuove idee decorative ma alla fine non sembrava affatto un disordinato scarabocchio di prova ed ho voluto trovare il modo di renderlo un oggetto prezioso. Poi mi sono ricordata di un sacchettino di monachelle comprate qualche tempo fa e gli orecchini sono stati un’irresistibile tentazione.
Che ricchezza di piccole cose: novità artistiche, curiosità, sorprese e soddisfazioni… dopo avervele mostrate e raccontate non mi resta che salutarvi, dandovi l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

IL ROSSO VA CON TUTTO (O ERA IL NERO?)

Per una volta che non mi metto a curiosare… è solo una piccola imprecisione ma ma per festeggiare una laurea da “110 con lode” sarebbe stata adeguata una targa-ricordo non semplicemente giusta ma addirittura perfetta.
ISPIRAZIONE: laurea
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 12×18 cm circa
FINITURA: cera
Il laurus è immancabile: una bella corona in testa al laureato e qualche ramo a decorare la creazione dedicatagli.
Molti, guardando lo sfondo hanno pensato ad un alveare, in realtà la scelta non è legata specificatamente alle api ma più in generale all’esagono, preziosa geometria usata anche dai laboriosi ed ingegnosi insetti. Ho notato dei richiami a quella forma sulla copertina della tesi e mi sono detta che non poteva essere una scelta casuale, infatti è facile scoprire (o riscoprire!) che è una struttura di rilevante valore (artisticamente l’avevo già sfiorata QUI).
Il terzo elemento decorativo che ho scelto è un nastro rosso. Corone d’alloro intrecciate di nastri rossi, confetti rossi, bomboniere rosse… è il colore che spicca quando si parla di laurea ed anche in occasione di questa è stato così. Troppo tardi mi son chiesta “perchè rosso?”, scoprendo che quello è il colore convenzionalmente associato alle lauree ma volendo essere pignoli ogni facoltà ne ha uno specifico e stavolta sarebbe stato perfetto il nero!
Eh va beh, “zia” Anna (non sono esattamente una zia ma… quasi, dai!) non ha eccelso ma non si può nemmeno dire che abbia sbagliato, mi do un 110… senza lode! He he he he he, che modestia…
Battute a parte, concludo con l’ennesima conferma che cedere alla curiosità (quella stimolante, non quella invadente) è sempre una buona idea e vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

GHIRIGORI E MAGIE AL PROFUMO DI VIOLE

Capitano giornate in cui il “panico da foglio bianco” prende il sopravvento ed anche tentando e ritentando scarabocchi e cercando spunti ovunque pare d’aver perso ogni manualità e vena creativa. Per fortuna c’è un equilibrio e quindi capitano anche momenti di travolgente ispirazione: uno spazio vuoto è proprio quello di cui si ha bisogno, perché è tanta voglia di disegnare! Semplicemente, spontaneamente, senza progetti né significati.
ISPIRAZIONE: viole
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 3,5×16 cm circa
FINITURA: cera
Durante uno di questi “raptus creativi” avevo a portata di mano un segnalibro già sagomato levigato e allora ho acceso il pirografo e la mano ha giocato liberamente, con la piccola bacchetta magica incandescente.
Oltre alle magie artistiche penso alle magie sensoriali: ci sono profumi che richiamano improvvisamente sprazzi di ricordi o anche il contrario: vedendo un’immagine se ne sente l’odore ed è quel che mi capita ogni volta che lo sguardo mi cade su questo segnalibro: so che è fatto di legno, bruciature e cera ma io sento profumo di viole!
Sperando che questa creazione trovi presto un buon libro in cui entrare (o, perchè no, una parete da impreziosire) saluto tutti i curiosi che passano di qua e do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

UN’OCCASIONE D’ORO (E PEONIE)

È arrivato il momento giusto per un nuove realizzazioni: è periodo di nozze d’oro in famiglia ed io a cosa potevo pensare se non ad un regalo artistico? Mi sono divertita a realizzare delle targhette-ricordo per gli invitati alla piccola ma preziosa festa.

Quella di fare decorazioni per bomboniere è un’idea a cui avevo già pensato ma immaginando tempistiche lunghe e costi rilevanti non osavo proporle. Ecco però l’occasione per fare un test per valutare meglio futuri progetti e richieste: pochi pezzi da preparare e costi di lavorazione (ore di progettazione, di preparazione, di realizzazione, materiali di consumo…) irrilevanti, perchè in questo caso”offro io”! Già che ci siamo, esageriamo: decorazione fronte e retro!

Spunti da partenza? Stavolta nessuno, solo un frenetico entusiasmo. Ho iniziato ritagliando dei quadratini di legno ma perchè abbia scelto quella forma non lo so spiegare. Poi ho acceso il pirografo e via, sempre senza riflettere, disegnando quasi casualmente… volevo solo avere e dare un’idea di quel che sarebbe potuto essere l’effetto. Ho dato anche qualche tocco dorato e rosato, anche se raramente si usa unire colore e pirografia. Tendenzialmente sono d’accordo ma in questa creazione artistica lo scopo era creare una decorazione perfetta per l’occasione, non necessariamente esaltare la tecnica pirografica.

 

Agli sposi i miei ghirigori sono piaciuti ma per elaborare idee migliori ho chiesto le loro preferenze sulla disposizione dei dettagli e sulla scelta della decorazione floreale; nessun particolare desiderio, però lo sposo Emilio (l’esperto di fiori in questo caso era l’uomo… ma anche di impostazione estetica, avendo un passato da geometra!) mi ha consigliato d’ispirarmi a qualcosa che fiorisce in questo periodo.
Tra i fiori suggeriti dallo sposo, quello che ho subito preferito è stato la peonia, perchè qualche mese fa (quando ho creato QUESTO segnalibro) avevo già curiosato in proposito e avevo trovato riferimenti simbolici positivi e benauguranti e proprio peonia, infine, è stata. D’altronde, mentre chiacchieravamo, proprio una bellissima pianta di peonie rosa era lì a guardarci attraverso finestra della cucina…

Per diversi motivi non mi sono occupata anche del confezionamento delle bomboniere, ringrazio quindi “Bo.Ma. Arte della Bomboniera” per il delizioso risultato finale”.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

TRA ARTE E SCIENZA SULLA SCIA DI UNA COMETA

Nasce prima l’oggetto artistico o l’articolo di presentazione? Domanda spuntata mentre creavo questa piccola pirografia, facendo giocosamente il verso ai giornalisti che chiedono ai cantanti “scrivi prima il testo o la musica?“. È nata come battuta ma ci ho pensato seriamente, concludendo che io non compongo i miei post seguendo un iter preciso: le percezioni che mi stimolano arrivano dalle più disparate fonti, poi le idee partono e incontrano altre percezioni, si mescolano e s’incastrano, un po’ con slancio e un po’ progettando, rimbalzando tra parole appuntate e segni abbozzati, segni e parole, parole e segni e avanti così, finché ad un certo punto vedo proprio quello che voglio mostrare e so quello che posso raccontare.

TITOLO: frammenti d’arte I
ISPIRAZIONEarazzo di Bayeux e cometa di Halley
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 7,3×9,5cm circa

Questa piccola pirografia è ispirata ad una grande opera che arriva dal passato e che ho conosciuto grazie ad un articolo in cui l’amico Fabio Casalini ne ha raccontato; si tratta dell’arazzo di Bayeux e la cometa di Halley che vi compare mi ha immediatamente ispirata. Cliccate QUI per vedere l’originale nelle foto di Fabio e leggere il suo racconto!

Per abbozzare il disegno non mi sono accontentata del primo spunto e tuffandomi nel web ho incontrato altre curiosità ed interpretazioni. Ho innanzi tutto trovato interessante sapere che, tecnicamente, il famoso “arazzo” non è un arazzo ma una tela di lino, lunga quasi 70 metri e composta da nove pannelli di diverse lunghezze, con una banda centrale di 33 cm e bordure superiori ed inferiori di circa 7 cm ognuna e che la tela è stata ricamata utilizzando quattro tipi di punto, dati da più mani che hanno lavorato in contemporanea, con fili di lana colorata in dieci tonalità ottenute a partire da tre tinture naturali (info tratte da www.bayeuxmuseum.com).

Riguardo alle altre reinterpretazioni/riproduzioni viste, quelle che mi hanno più incuriosita sono dei francobolli ispirati alla cometa o ad altre scene della tela o anche ad Edmond Halley ; molti sono stati emessi nel 1986, in occasione di un passaggio della cometa e dei trecento anni dalla visita di Halley all’isola di sant’Elena, dove fece alcuni dei più importanti studi astronomici. Vi lascio dei link per vederne una manciata con un comodo clic: QUIQUIQUIQUI e QUI.

Perdermi tra immagini e curiosità ha stimolato molto i miei gesti creativi ma il richiamo all’arazzo di Bayeux resta forte, perchè tutte le ricerche gli hanno girato intorno e perchè essendo affezionata all’arte del ricamo non potevo che ispirarmi ad esso in particolare; mi hanno però fatto notare che i colori della pirografia fanno pensare più a del vimini intrecciato che a dei punti di filato! Poco male, anzi, come sempre mi piace quando una cosa che realizzo stimola idee e sensazioni diverse da quelle da cui sono partita o a cui sono approdata io.

Chissà a quante altre menti creative questo arazzo avrà suggerito idee, per non parlare della cometa (probabilmente ben prima di prendere il nome da Halley ha ispirato anche Giotto, se non ne sapete nulla Marcella Andreini vi racconta qualcosa QUI)… spero che vi sia piaciuto scoprire la mia e prima di lasciarvi a curiosare altrove vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

P.S.
Questo piccolo post è stato replicato anche sul blog dei Viaggiatori Ignoranti, per dare maggior senso di continuità ai due articoli (questo mio e quello di Fabio) che si tengono per mano.

SUCCEDE CHE LA TERRA TREMI

Succede che la Terra abbia esigenze diverse dalle nostre e si metta a tremare. Se sei fortunato il terremoto non l’hai sentito ma prima o poi ti accorgi che comunque hai perso molto anche tu: angoli preziosi dove avevi lasciato pezzetti di cuore e altri che non vedevi l’ora di scoprire.
Io ho voglia di parlare di questi luoghi, di quelli da cui sono passata ma non sono brava con la storia, io so creare, quindi ho deciso di dedicare qualcosa ad essi ispirandomi a quel che ho visto per creare qualcosa di nuovo.
TITOLO: frammenti di viaggio I
ISPIRAZIONE: decorazioni dell’abbazia di Sant’Eutizio (Preci – PG)
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 17x17cm circa
Ho raccontato qualcosa anche a parole sul blog dei Viaggiatori Ignoranti, accennando all’abbazia di Sant’Eutizio (Preci – PG) e alla chiesa di San Salvatore (Campi – Norcia – PG), spero vorrete leggere il mio insolito “racconto di viaggio” cliccando QUI.

 

Arrivederci al link ed al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna 

MANEKI NEKO, UN PO’ DI FORTUNA TRA LE PEONIE

Amo gli sbagli: suggeriscono nuove idee. Forse sbaglio spesso, perchè tempo fa una mia omonima collaboratrice mi diede un consiglio: “scegli un’idea e portala a termine prima di iniziarne altre, anche se sono belle e stimolanti“; mi ripeto spesso questo consiglio ma le idee tentatrici spuntano in continuazione ed alcune volte mi permetto di distrarmi. Talvolta poi finisco su strade alternative non per mia scelta…

Ho iniziato la decorazione per questo legnetto pensando ad un committente che desiderava una “decorazione/segnalibro” da regalare a Natale ed ho pensato di proporre un soggetto benaugurante, ispirata anche dall’imminente inizio di un nuovo anno.

ISPIRAZIONE: Maneki Neko e peonie
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 3,5×16 cm circa
FINITURA: impregnante e cera
Mi è venuto in mente un post letto in passato, a tema “Maneki Nekoma non vi racconto nulla, piuttosto vi invito a scoprire questa figura nipponica cliccando QUI, per leggere le parole di Vele Ivy e comprendere il senso della mia scelta (sì, è una blogger in pausa da un po’ ma seguitela, son quasi certa che tornerà a raccontare!).
Un gatto però non mi bastava e immaginando un’ambientazione mi sono venute in mente le peonie: fiori (quindi un soggetto assolutamente nel mio stile) legati all’arte ed alla tradizione giapponese, perciò ho pensato quel felino orientale dalla zampina alzata si sarebbe sentito a proprio agio in mezzo ad esse! Ho curiosato velocemente, trovando significati di positività e fortuna anche per questo fiore ma spesso un simbolo si presta a varie interpretazioni e le peonie non fanno eccezione, quindi non so se ne sia uscito un accostamento in sintonia con la tradizione oppure insolito ma posso dire che mi piace e che mi da la sensazione di aver effettivamente creato qualcosa di positivo, benaugurante.
Il nesso col discorso iniziale è che il committente ha presto deciso per un altro soggetto, quindi anche se questa idea mi stuzzicava maggiormente l’ho accantonata appena abbozzata, completandola solo dopo aver esaudito tutte le commissioni del periodo.
Che fatica trattenersi da un’idea invitante e nuova ma finalmente posso salutarvi con questa creazione “acchiappagioie”, arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

COME UN GIGLIO CHE CHINA IL CAPO

…ha il collo lungo sempre languido incapace di sostenere il peso del capo

È questa l’ispirazione che mi ha stuzzicato le idee per il secondo legnetto a tema “liliacee” e si tratta, come per la precedente creazione pubblicata, di un frammento di una frase riportata da Alfredo Cattabiani nel suo Florario, stavolta una frase di Plinio.

 

ISPIRAZIONE: giglio
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 7,5x14 cm circa
NOTE: finitura a cera

Cattabiani cita Plinio anche per accennare alla vicinanza odorosa tra giglio e rosa e solo una decina di giorni fa proprio quella fragranza mi ha colpita: ero entrata in una chiesa per ammirarne le decorazioni e sono invece stata travolta dalla dolce invadenza dei bianchi gigli nei pressi dell’altare, il cui profumo riempiva l’ambiente fino all’ingresso.
Non era la prima volta che sentivo quell’odore ma non l’avevo mai fissato nella mente ed è speciale che ciò sia avvenuto durante le vacanze tra due legnetti di liliacea ispirazione, quello precedente e quello che vi sto mostrando in questo post.

Ed ora, ancora ispirata da fotografie, letture e fragranze, vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

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