L’ulivo e la goccia d’olio

Poesia L’ulivo e la goccia d’olio e dipinti Tra le olive II e Tra le olive III • testo e immagini sono creazioni originali di Anna Bernasconi Art

Dal mio blog “Tra realtà e fantasia”.
Per leggere il piccolo racconto di questa ispirazione, clicca QUI!

Dipinti Tra le olive II e Tra le olive III • tecniche miste su carta • 6,5×6,5 / 13×13 cm • se vorresti acquistare o commissionarmi un’opera contattami per info, senza impegno.

Anna

Tra realtà e fantasia II

Poesia Tra realtà e fantasia e illustrazione Tra realtà e fantasia II • testo e immagine sono creazioni originali di Anna Bernasconi Art

Dal mio blog “Tra realtà e fantasia”. Per leggere il piccolo racconto di questa ispirazione, clicca QUI!

Illustrazione Tra realtà e fantasia II • tecnica mista su carta • formato A4 • se vorresti acquistare o commissionarmi un’opera contattami per info, senza impegno.

Anna

I FIORI DI MIO PADRE

(RIELABORAZIONE DI UN POST DEL 09/11/2009)

Diversi anni fa ho partecipato ad un concorso d’illustrazione, in cui dovevo ispirarmi ad uno dei racconti proposti dall’organizzatore. La sintonia è nata col racconto di una ragazza alle prese con delicatissime scelte riguardanti il padre che coltivava i narcisi: mi è venuto spontaneo unire il dolce tormento che ho letto alla serena quotidianità del mio presente.

 

TITOLO: “I FIORI DI MIO PADRE”

TECNICA: gessetti
DIMENSIONI: 28x40cm circa
NOTE: illustrazione ispirata ad un racconto di Moira Fraser

Ripropongo illustrazione ora perché, proprio in questi giorni, il giardino dei miei genirori ed i vasi nella mia casa sono pieni di splendidi narcisi coltivati da mio padre!

Il racconto a cui mi sono ispirata è My father’s tree di Moira Fraser, vincitore nel 2008 del concorso “Il corto letterario e l’illustrazione” indetto da “Il Cavedio“. Sul sito dell’organizzatore non è più presente il testo ma l’ho ritrovato a pagina 6 del PDF che potete scaricare cliccando QUI. Anche se non l’ho scritto io, spero sarete curiosi di leggerlo!

Ecco che il narciso, sovente simbolo di vanità ed egoismo, stavolta fa da cornice a storie di profondo affetto… è proprio vero che ogni cosa si può interpretare in svariati modi.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

SEGNALIBRI – QUANDO NASCONO LE LEGGENDE

Un segnalibro per chi ama i boschi e le montagne.

Un segnalibro per chi ama la luna e la notte.
Un segnalibro per chi ama i misteri e le leggende.
Un segnalibro per chi ama leggere e quindi ne ha bisogno!
Un segnalibro per chi ama gli oggetti illustrati, poi non si sa mai che possano anche tornare utili…

TITOLO: “QUANDO NASCONO LE LEGGENDE
TECNICA: STAMPA SU CARTA + plastificazione
DIMENSIONI: 5x17cm + plastificazione

E a chi questo segnalibro proprio non interessa, spero che almeno piacerà leggere alcune righe che ho scritto dopo averlo finito. Senza pretese da poetessa, mi sono lasciata ispirare dalla mia illustrazione!

Senza Luna, di notte, non ci sarebbe nulla.
Invece quando Lei brilla le nuvole danzano
unendosi e lasciandosi e cambiando forma
e i monti s’innamorano e vorrebbero sfiorarla
ma nello sforzo lacerano il bel mantello verde
lasciandoci vedere le loro nudità rocciose
e gli alberi s’intrecciano e ondeggiano
e sussurrano canzoni e preghiere al cielo.
E mentre la Luna distrae il creato intero
nel buio prendono vita leggende e misteri.

Arrivederci al prossimo post!

Anna

SEGNALIBRI – CHIACCHIERE TRA FIORI

Alcuni fiori nascono da semi di origini lontane e tramandano da secoli i migliori racconti delle loro terre; altri giocano col vento, che fa loro intorno capriole piene di notizie, raccolte del resto del mondo; gli insetti non perdono occasione per soffermarsi ad accennare alle ultimi pettegolezzi dai prati confinanti. Se poi passa qualche umano loro ascoltano e quante strane cose sentono dire! Gli animali di solito fanno un gentile ma veloce saluto (mentre danno un’annusata) ma se sono stanchi capita che si siedano per riposare le zampe e intanto scambiano qualche parola in più. Quindi, i fiori sono ben piantati a terra ma non crediate che non sappiano tutto quel che accade più in là delle loro foglie!
Alcuni sono un poco sordi ma gli basta chiedere alle brezze di passaggio di piegarli gli uni verso gli altri ed ecco che fanno mille discorsi senza bisogno d’alzar la voce.

TITOLO: “Chiacchiere tra i fiori
TECNICA: stampa su carta (originale: pastelli su carta)
DIMENSIONI: illustrazione 5x17cm + plastificazione
NOTE: plastificato

Insomma, i fiori sono dei gran chiacchieroni e chi ha voglia di ascoltarli può farsene raccontare di tutti i colori. Però bisogna avere il tipo d’orecchio giusto: non è cosa da tutti riuscire a sentire le loro voci. Ma vale la pena di tentare e ritentare, chissà che col tempo l’orecchio si possa affinare! Magari, leggendo libri che raccontano di fiori scoprirete la tecnica giusta e chissà che proprio tra le pagine di essi troverà casa questa mia piccola creazione.

Avete libri che cercano segnalibri? Andate subito a chiederglielo! In caso di risposta affermativa non potrete non venire a curiosare mio shop (cliccate QUI) o magari commissionarmene uno…

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

SEGNALIBRI – IL RE GIOCA NELLA FORESTA

Perchè una persona a cui le scimmie non sono mai piaciute dovrebbe mettersi a disegnarle, di sua iniziativa? Forse non c’è motivo o forse la spiegazione si perde negli intricati sovrappensieri che collegano mille idee, comunque è una cosa che è successa a me: sono partita dal leone e poi mi è venuta voglia di disegnarci sopra due scimmie, nella mia testa non c’era altro che potesse andare al loro posto! Eccoli qua tutti e tre in uno degli ultimi segnalibro che ho disegnato. Ed ecco anche qualche riga per presentarveli!

Il re della foresta ha zampe forti e chioma fluente
e sfilando tra i suoi sudditi s’impettisce possente.
Ma cosa succede se perlustrando la foresta
vede le scimmie che si divertono a fare festa?
Che si siede, le osserva e forse si lascia tentare:
se nessuno lo vede, resta con loro per giocare!

Se vi piace leggere, ecco il segnalibro a cui è dedicata la filastrocca di questo post, magari vi piacerà usarlo tra le vostre letture o tra quelle dei vostri bambini!

TITOLO: “IL RE GIOCA NELLA FORESTA
TECNICA: STAMPA SU CARTA + plastificazione
DIMENSIONI: ILLUSTRAZIONE 5x17cm + plastificazione

Arrivederci al prossimo post!

Anna

ILLUSTRAZIONI VARIE – FIORI E MARINAI

A volte è solo un modo di dire o un preconcetto, altre volte è proprio vero, perchè un fondo di verità sta in ogni racconto: il marinaio aveva una donna in ogni porto. Tutte sognavano almeno per qualche tempo il suo ritorno ma alcune si stancavano presto di aspettare, desiderando un marito così ben piantato a terra da profumarne. Quasi tutte attendevano almeno una volta il realizzarsi di quel sogno ma prima o poi il canto di un bel gallo le svegliava e quando il marinaio tornava le trovava maritate. Lui non ne rimaneva deluso, non era stupido, sapeva di non poter promettere né pretendere nulla, quindi faceva un brindisi alla nuova famiglia e il volto di lei diventava un caro ricordo.
Alcune donne invece non smettevano mai di sognare, magari ingannavano l’attesa con qualche giovanotto della loro terra ma amavano continuare ad aspettare il ritorno dell’amante portato dal mare.

Il marinaio lasciava che le cose andassero come dovevano, non illudeva con false promesse o doni ammalianti, era un uomo semplice e voleva godersi la vita senza inutili complicazioni e sapeva certe azioni la complicano sempre. Volle fare un solo dono in tutta la vita, qualcosa di bello e semplice come i suoi sentimenti: delle piantine fiorite, una ad ognuna delle sue amate. Non voleva prendere moglie (che vita avrebbe offerto, sempre lontano? E come decidere quale gli andasse meglio delle altre, potendo passare pochissimo tempo con ognuna di esse?) ma era sinceramente affezionato a tutte, perchè sapeva riconoscere ed apprezzare quello che ognuna aveva di speciale rispetto alle altre e un fiore gli pareva il perfetto simbolo delle loro storie, fragili ma deliziose.

Certe piantine appassirono presto, trascurate da quelle che decidevano di prendersi cura di marito e figli, iniziando così a trascurare il simbolo di un sogno che quasi non riuscivano più a credere d’aver potuto fare. Altre piantine e altri amori continuarono a rifiorire, alcuni sembravano durare la vita intera ma vivere porta sempre a dei cambiamenti…
Un giorno il marinaio cominciò a sentire il peso degli anni, capì che presto avrebbe abbandonato la vita in mare e iniziò a chiedersi quale terra gli sarebbe più piaciuta per approdare e passare la vecchiaia. Quando decise che quello successivo sarebbe stato l’ultimo anno da marinaio volle salutare una ad una le donne che ancora lo sognavano, racconando della sua decisione. Il brusco risveglio fece arrabbiare la maggior parte di esse: lo cacciarono accusandolo ingiustamente d’averle ingannate, gettavano i bei fiori con rabbia e lui se ne andava dispiaciuto, mentre avrebbe voluto assaporare l’ultimo saluto con malinconia ma amando appassionatamente, per portare con sè solo tanti bei ricordi. Alcune asserivano freddamente “lo sapevo” ma era solo un apparente orgoglioso contegno, in realtà sacacciavano in un attimo ogni bel pensiero e chiedevano al marinaio di andarsene subito, con la scusa di non volere nemmeno un ultimo bacio perchè sarebbe stato un addio troppo intenso da sopportare. Ma lui si voltava dopo qualche passo e vedeva anche queste correre a liberarsi rabbiosamente della piantina, trasformando i bei sogni in un incubo da dimenticare. Il marinaio era pentito della sua scelta di dichiarare l’ultimo saluto ma continuò a dirlo a tutte, trattando ognuna allo stesso modo delle altre, come aveva sempre fatto.
Giunse infine al porto dell’ultimo addio, poi si sarebbe imbarcato su una nave diversa dal solito, verso una nuova rotta, verso una nuova terra, verso un nuovo, definitivo approdo.
Già dal porto vedeva la casa dell’amata, con la bella piantina fiorita alla finestra. Si chiese, un po’ prendendosi in giro e un po’ sconsolato, se stavolta gli avrebbero fatto male solo le orecchie per gli insulti o anche la testa, per l’ennesimo vaso lanciatogli contro!
Subito la donna si preoccupò, vedendo nel volto del marinaio un’espressione che non aveva mai notato. Lui le spiegò quanto oramai si sentisse stanco e desideroso di fermarsi a terra, perciò quella era l’ultima volta che il mare li faceva incontrare. Le disse tutto mentre l’abbracciava, sperando così di evitare l’ennesimo sguardo che si riempiva di risentimento. Ma una volta ascoltato quel che c’era da ascoltare lei volle perdersi più di ogni altra volta negli occhi di lui, per infiniti attimi, sorridente anche se infinitamente triste. Si abbandonarono ad un altro lungo abbraccio, poi lei andò a prendere il vaso fiorito e un altro vuoto che riempì con la terra del suo giardino, divise la piantina in due e ne mise una metà nel nuovo vaso, per donarlo a lui. Gli disse “Portala con te, nella tua nuova dimora, così anche se non ci vedremo più avremo un dolce pensiero ogni volta che ce ne prenderemo cura e ogni volta che vedremo sbocciare un fiore sarà come ricevere un bacio”.
Passarono insieme ogni momento possibile, attendendo il giorno in cui la nave che avrebbe portato il marinaio per sempre lontano sarebbe partita.

Del marinaio non si hanno più avuto notizie, non si ha idea di dove sia approdato, se in una terra accogliente o se sia invecchiato solo e intristito da rimorsi e rimpianti. A dirla tutta, non si sa nemmeno se dal porto di qull’ultima amata sia mai salpato…

•      •      •

L’immagine è la conclusione del “Work In Progress” di qualche post fa ed è nata per una richiesta: il soggetto centrale potrebbe diventare un tatuaggio, di cui non so le motivazioni. Il racconto è nato a disegno finito, per la voglia di dare un mio personale significato all’immagine. Spero che qualcuno l’abbia letto con piacere!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

ILLUSTRAZIONI VARIE – CI VEDO DOPPIO?

Pennarelli / pastelli – entrambe 16x22cm circa

Eh sì, mi sto dando ancora all’alcol… E mi sa che stavolta ho davvero esagerato perchè in questo post vedo tutto doppio!

Doppio autore per la vignetta: devo ammettere che la frase è stata un’idea di papà…
Ma è anche una doppia (almeno) idea: non devo essere l’unica a cui l’ha suggerita perchè ho visto la foto di un bar che esponeva una scritta del genere! Ma volete mettere un foglio scritto a pennarellone contro un’illustrazione con testo? La proporrò a qualche locale più chic. Ad esempio: papà me l’ha chiesta da portare al circolo del paese. Chicchissimo, no?
E siccome oramai era tutto doppio ho fatto anche una doppia immagine: come spesso accade ero indecisa su che tecnica usare, di solito faccio una scelta ma stavolta, essendo un’immagine piuttosto semplice da realizzare, ho provato anche il bis.

Chissà quanti bis sarebbero magari stati meglio della scelta… E quanti tris… E… Meglio fermarmi e concludere qualcosa!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

ILLUSTRAZIONI VARIE – ACINI E BACÌNI

Ecoline e pastelli acquarellabili, formato A3 circa
Sono qualche giorno in ritardo ma non è ancora finita: dobbiamo salutare il vecchio anno e dare il benvenuto a quello nuovo, poi arriverà la Befana che porterà dolciumi per (quasi) tutti, quindi…
Vi presento un’illustrazione creata in estate,
pensando alla dolcezza dei frutti d’autunno,
e brindo con voi a queste feste invernali,
con l’allegria della primavera nel cuore!
BUONE FESTIVITÀ A TUTTI
E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO!
Anna

Si parte, si arriva, si può anche tornare

Uno, due, tre e… Via!
C’è chi parte usando la ferrovia
oppure a bordo della motocicletta
o anche in auto se si ha poca fretta.
Una piccola gita a portata di mano
o un lungo viaggio che porta lontano:
ci son nuovi amici con cui giocare
e quelli vecchi da andare a trovare
si parte, si arriva, si può anche tornare…

Tornando sul blog vi mostro questa filastrocca illustrata che ho ideato per Alessandra, una ragazza che cercava qualcosa di speciale da dedicare a Carolina, una piccola amica in partenza.

Nel viavai vi saluto e vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

L’attesa

Le gocce sono un ordito che senza trama continua a cadere.
Sono un velo sui paesaggi, un ricamo su terra e cielo.
Tutto il filo scenderà in un grande lago.
Ci saranno stupendi rflessi.

Molte persone vivono settembre come il vero inizio dell’anno. Anche per me è un periodo in cui riprendere da dove avevo lasciato o in cui cominciare qualcosa di nuovo.
Anche un altro momento porta sensazioni di rinnovamento a molte persone: il temporale. Meglio se capita a settembre, meglio se nel tardo pomeriggio, per poi lasciarsi affascinare dal sole al tramonto.

Mentre lo aspetto vi saluto, arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

LA PIÙ BELLA DEL REAME

Era una regina splendida e profumata, stava sul suo trono riverita ed ammirata. Fragile, avvolta in petali delicati, ma ben difesa dalle spine dei suoi soldati.
Ad ogni sguardo si mostrava perfetta, finché la vecchiaia venne di fretta:
perse le forze e dimagrì tanto che non riuscì più a portare il suo manto,
lo  lasciò cadere davanti a tutti, come il mare fa scivolare i suoi flutti…
Nella caduta fu molto elegante e le belle parole continuarono ad esser tante: non “era buona a nulla, valeva niente!” ma “ha saputo vivere meravigliosamente!”.
Questo è il destino della regina dei fiori: appena sboccia è piena di vanto ma basta poco e finisce l’incanto.

Se proprio si deve cadere cerchiamo di farlo con classe. Anzi direi: con “calma dignità e classe“! Avete colto la citazione? No? Cliccate QUI!

La poesia non fila alla perfezione ma ho voluto divertirmi un po’. Sperando risulti comunque gradevole vi saluto, arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

Specchio per gioco

Va la libellula
tra cielo e lago
il blu trasparente
lo specchio fatato.

Si guarda riflessa
rimane stupita
inizia una gara
la gemella amica.

Rincorre ma viene
a sua volta seguita
infine s’un ramo
riposa sfinita.

Stavolta mi sono divertita anche a “filastroccare”… sperando che l’insieme vi sia piaciuto, vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

Roba da matti!

“Vuole solo giocare ma io ho paura e non so che fare.”
“Il viaggio è stato faticoso, non ce la faccio più a scappare.”
“L’ho fatta divertire ma non capisco come!”
“Vuole che me ne vada ma l’ho tanto cercata e vorrei restare.”
“Saltava di gioia, vedendomi tornare da quel lungo viaggio!”
“Mi ha messo paura ma io ho fatto finta di niente e mi ha lasciata stare.”

Mi piace sempre “lasciare le mie creazioni libere d’essere interpretate” e stavolta non potrebbe essere altrimenti, perchè quest’immagine non vuole illustrare una mia idea, è solo la rappresentazione di una casuale visione: guardavo sovrappensiero una bozza e ho visto materializzarsi questa scena, invece di ciò che i miei scarabocchi dovevano rappresentare!

Non so se le due ambigue figure s’incontreranno, scontreranno o proseguiranno indifferenti i rispettivi viaggi, comunque eccole qua, non più intruse negli scenari altrui ma in un’illustrazione tutta loro.

Mi sono reinterpretata da sola… roba da matti! E chissà quante interpretazioni sono nate nelle vostre menti creative!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

La mia volpe e l’uva

Vista la vegetazione del periodo credo sia giunto il momento di mostrarvi questa illustrazione, ovviamente dedicata alla famosa favola di Esopo!

Una volpe affamata vide dei grappoli d’uva matura che pendevano da un pergolato e tentò di afferrarli ma non vi riuscì. Allora se ne andò dicendo tra sé e sé: “è ancora acerba”. Cosi anche tra gli uomini c’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze.

C’è anche chi dà la colpa agli altri o al destino e chi tenta all’infinito di fare qualcosa di impossibile invece che smettere di perder tempo. Ma è bello avere qualche sogno! Certo è meglio sceglierne almeno qualcuno realizzabile.

Voi siete abili a trovar scuse per nascondere i vostri errori? E i vostri sogni nel cassetto sono realizzabili o solo meravigliosi viaggi immaginari?

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

L’omino che volò

 

C’era una volta un omino che voleva volare. Sognava di sollevarsi da terra con una piccola spinta, come per mettersi in punta di piedi e poi alzarsi da terra di una spanna, due spanne, tre, quattro, cinque… Spanna dopo spanna prendere il coraggio di andare sempre più in alto, fino a guardare giù dalle nuvole e poi ancora su, oltre le rotte degli aeroplani!
Un giorno proprio non ne poteva più di stare coi piedi per terra e gli venne in mente di volare mentre rincasava da lavoro. Ci pensò tra un passo e un altro, fu un’idea talmente improvvisa ed intensa che lo colse un capogiro! Si aspettò di cadere, invece non cascava mai: che una spanna si fosse finalmente infilata tra la terra e le sue scarpe? Sì, e le spanne aumentavano: due, tre, quattro, cinque… Cento, duecento, trecento spanne!
La gente l’osservava dal marciapiede mentre lui continuava l’ascesa e ad un certo punto fu talmente in alto che quasi gli prese paura ma infine si lasciò beatamente rapire dall’atteso viaggio.
Quando tornò coi piedi per terra non era sulla Terra.
Si trovò solo, nel silenzio di un Pianeta sconosciuto, attraversato da un’unica strada che si perdeva all’orizzonte; iniziò a percorrerla, senza fretta, in un ambiente sempre uguale ma a lui talmente nuovo da sembrargli diverso ad ogni passo e arrivato oltre l’orizzonte si trovò immerso in uno scenario che non era né giorno né notte, né alba né tramonto, un paesaggio allo stesso tempo infinito e raccolto, un magico spazio di serenità da riempire con sogni e speranze e una Luna era talmente vicina che sembrava volesse parlargli!
Dopo un tempo indeterminabile la Luna iniziò a muoversi e l’omino riprese i suoi passi, lungo la strada che sembrava fare da binario al magico astro.
Lontano, lungo la strada, c’era qualcosa. Dopo uno, due, trecento, cento, mille, forse milioni di passi arrivò davanti a quella cosa che riconobbe come la porta di casa sua e nuovamente stupito l’omino l’aprì di un dito, poi di una spanna e poi ancora un po’, fino a poter fare un passo oltre di essa: ecco materializzarsi su quel Mondo anche il resto della sua casa!
Si chiuse la porta alle spalle e andò alla finestra. Ora la Luna era molto lontana, l’omino vedeva la notte ed alla luce di una fila di lampioni il solito viale, con le solite case: come era volato via era tornato!
Alzò lo sguardo facendolo vagare tra le stelle e pensando che, anche se quel viaggio era finito, qualche nuovo sogno si sarebbe prima o poi realizzato.

•          •          •

Spero che questo mio piccolo racconto illustrato vi sia piaciuto, auguro tanti bei sogni a tutti voi che passate di qua e vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

A VOLTE SUCCEDE D’AMARE O DI ABBOCCARE

Nella settimana di San Valentino m’è venuto da mostrare questa immagine che contiene un cuore ma il cui significato non è molto chiaro. Sì, lo sapete, preferisco le possibilità alle idee fisse… Quindi, cosa starà succedendo nella scena? Ho pensato ad una storiella ma siccome nella vita non si può mai sapere come andrà a finire ho pensato a due finali…

“C’era in un lago un pesce che non voleva mangiare: era un pesce innamorato ma non ricambiato e pensava talmente tanto alla sua pesciolina da scordare tutti i bisogni, tranne quello di conquistarla. Un giorno vide infilzato su di un amo qualcosa che attirò la sua attenzione: non era il solito vermicello ma un cuoricino! Questo cuoricino gli rivelò d’essere stato inviato dal cupido dei laghi e che se una coppia di pescetti l’avesse mangiato i due si sarebbero per sempre amati.”

Il pesce innamorato lo prese e lo portò alla pesciolina: lei accettò quel bocconcino cicciotto e così il cuoricino finì metà dentro lui e metà dentro lei, tenendoli uniti tutta la vita!

O forse la realtà è che… quello sull’amo non era un vero cuore ma solo l’esca lanciata da un astuto pescatore!”

Ammetto di preferire la seconda possibilità: i lieti finali mi piacciono ma non i racconti sdolcinati e poi un po’ di realismo mi piace sempre infilarlo e nella realtà di rimanere fregati succede, soprattutto in amore. Non facciamoci impaurire però: credo valga sempre la pena di tentare ma semplicemente mostrandosi innamorati, senza strani sotterfugi.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

Solido rifugio

C’è un esserino che, nel corso della vita, si rintana spesso in casa.
Ha costruito la casa lui stesso, utilizzando vecchi vestiti, giochi ed ogni altro oggetto gli sia stato utile in passato. Li ha modellati col pensiero dei propri sogni e ha usato come cemento gli insegnamenti appresi da varie esperienze.
Tra un’esperienza e l’altra l’esserino si rintana, osservando le novità che cercano di entrare. Alcune sono frecce che vogliono ferirlo: dovrà imparare a combatterle e dopo averle spezzate potrà usarle per rendere la casa ancora più solida. Altre sono bastoni che bussano alla porta: se li accoglierà diventeranno buoni sostegni per camminare verso nuovi sogni.

Qualcuno dirà che l’esserino perde troppo tempo a pensare. Io credo ci siano due modi di farlo: c’è chi riflette (spesso utile) e chi rimugina (sempre dannoso). C’è una bella differenza, no? Chi ha tempo da perdere… ci pensi su!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

P.S. L’immagine di questo post fa parte di una mia storia che, più o meno, parla di quello che ho raccontato qua sopra.

E chi non ha il camino?

Voi ricordate le poesie che avevate dovuto studiare alle scuole elementari? Io non ho mai avuto una grande memoria ma alcune le ricordo, interamente o almeno a sprazzi, perchè mi hanno lasciato profonde sensazioni.
Sono sempre stata una solitaria e forse per questo la poesia “Natale” di Giuseppe Ungaretti è una di quelle che ha lasciato il segno…

Con questa illustrazione non ho cercato di rappresentare la poesia di Ungaretti: più semplicemente ho riletto quelle strofe che mi piacevano molto da bambina e mi sono lasciata ispirare per una personalissima “poesia disegnata” a tema natalizio!

Chissà voi che leggete come interpretate il Natale, vi piace stare tranquilli o abbuffarvi e fare gran festa?
Da voi passa Babbo Natale o Gesù Bambino? E se non avete un camino, da dove passa? Io per ora il camino ce l’ho, ma dal prossimo anno probabilmente no: devo dire a Babbo-Gesù di lasciare i regali a casa dei miei o li potrà portare direttamente nell’appartamento mio e della mia dolce metà?

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

Interpretazioni

Mi piace quando un osservatore condivide le mie emozioni ma anche quando mi fa scoprire punti di vista differenti dal mio. Anche per questo ho chiesto ad alcuni amici di scrivere qualche riga per una mia immagine e Viviana Scarinci dal blog città siamese di vivianascarinci.com (il blog è in seguito stato chiuso) ha subito accettato, inviandomi questa interpretazione di cui la ringrazio!

 

“il silenzio è la storia

 

più vera, cattività

 

che si scruta
i bambini cresciuti
alla luna, scaltriti
dal corpo costretto
avviliti dalla muraglia
che li detiene per non so
che amore figli”
 
Viviana Scarinci

Se avete voglia di giocare e vi vengono in mente altre interpretazioni da suggerirmi mandatemele via e-mail, se vi fa piacere sarò felice di aggiungerle a questo post!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia

Anna

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