LA ROSA CHE HO RUBATO

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SOGGETTO: decorazione personalizzata.
TECNICA: matita su carta, applicata su legno
DIMENSIONI: 5×5 cm circa

Opera originale di Anna Bernasconi Art, personalizzata. Puoi richiedermi qualcosa di simile!

Nei menu del sito trovi i link agli shop o, se preferisci, per acquistare o per semplici informazioni, trovi anche il modulo per contattarmi.

Puoi leggere la presentazione di questa creazione, insieme a tutte le info, ispirazioni e curiosità, cliccando QUI!

Anna

LA LIBERTÀ DI SBOCCIARE

ABart_1803_shop.jpgTITOLO: La libertà di sbocciare
TECNICA: tecnica mista su carta
DIMENSIONI: 20×20 cm circa

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

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Anna

LA PIÙ BELLA DEL REAME

Era una regina splendida e profumata, stava sul suo trono riverita ed ammirata. Fragile, avvolta in petali delicati, ma ben difesa dalle spine dei suoi soldati.
Ad ogni sguardo si mostrava perfetta, finché la vecchiaia venne di fretta:
perse le forze e dimagrì tanto che non riuscì più a portare il suo manto,
lo  lasciò cadere davanti a tutti, come il mare fa scivolare i suoi flutti…
Nella caduta fu molto elegante e le belle parole continuarono ad esser tante: non “era buona a nulla, valeva niente!” ma “ha saputo vivere meravigliosamente!”.
Questo è il destino della regina dei fiori: appena sboccia è piena di vanto ma basta poco e finisce l’incanto.

Se proprio si deve cadere cerchiamo di farlo con classe. Anzi direi: con “calma dignità e classe“! Avete colto la citazione? No? Cliccate QUI!

La poesia non fila alla perfezione ma ho voluto divertirmi un po’. Sperando risulti comunque gradevole vi saluto, arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

Dall’abbandono alla speranza

Ecco una nuova immagine che nasce da un caso di “degrado architettonico“, particolare fonte d’ispirazione che già si era fatta viva in passato.

Non ho trovato in internet le fotografie dell’originale alle quali indirizzarvi, comunque vi racconto qualcosa: ho estrapolato la scala dalla fotografia di un orfanotrofio, costruito a Vercelli e terminato del 1975 ma mai utilizzato, grazie ad un boom delle adozioni. Tutto bene, quindi, per i bambini che avrebbe dovuto ospitare ma io trovo gli edifici abbandonati di un’affascinante tristezza e questo in particolare, con una foto scattata in una giornata un po’ spenta ed una didascalia che riassumeva più di trent’anni di abbandono, non poteva che colpirmi con delle forti sensazioni. Ma infine, vista la mia predisposizione all’ottimismo, ho ceduto ad uno slancio di speranza!

Certo, provo anche rabbia per tanto spreco, ma siccome i miei post non nascono per far polemica non mi soffermo su questo pensiero.

Anche in voi certi edifici provocano particolari sensazioni ed emozioni? Chissà quante storie vi fanno immaginare…

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

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