Questo post è diverso dai miei soliti, soprattutto la prima parte che narra un’esperienza preziosa da condividere. La seconda parte, più sentimentale, racconta di papà e di come è nata l’ispirazione per il segnalibro a lui dedicato. Grazie di cuore se leggerai entrambe!
N.B. Dal 25/01/2026 è online un sito con le sue fotografie, chi è curioso può cliccare qui: EmilioBernasconi.blogspot.com
Sembrava così sbagliata la primavera quest’anno…
Marzo è stato l’ultimo mese, più un giorno, con papà. Quel mese mi è sembrato per lo più sopportabile, grazie all’aiuto di una badante estremamente collaborativa e sorridente (grazie, Alina) e allo staff di una cooperativa di Assistenza Sociosanitaria e Cure Palliative Domiciliari che ci ha supportati tantissimo (grazie, Padanassistenza).
Prima è stato più faticoso: per svariati motivi (ignoranza, malintesi, dubbi, lungaggini…) mancava il necessario supporto sanitario; in particolare riguardo la Terapia Del Dolore, finché chiedendo consiglio ai Servizi Sociali del Comune ho saputo che l’Assistenza Domiciliare Integrata locale fornisce un elenco di erogatori accreditati. Spero (per chi ne ha bisogno) che i vari team si equivalgano, io ho trovato persone presenti, comprensive, professionali ed amichevoli, dalla prima mia disperata telefonata fino all’assistenza, telefonica e in presenza, dell’ultimo giorno, seguendo ogni aspetto della delicata e complessa situazione di salute, con controlli frequenti e reperibilità ogni giorno, ad ogni ora.
Il canale SSN che di occupava della terapia in precedenza arrancava invece con una segreteria, da cui rispondevano con consigli blandi e differiti fino a 48h; presto i consigli blandi e differiti non bastavano più e papà avrebbe dovuto essere rivalutato ma non era più trasportabile e non essendo classificato terminale dicevano di non poter attivare il servizio domiciliare (comunque, nonostante la situazione rapidamente e notevolmente aggravata, i tempi d’attesa ambulatoriali andavano oltre il mese). Ho chiesto aiuto diverse volte in sempre maggiore difficoltà e non hanno saputo indicarmi che un servizio alternativo al loro esisteva, attivabile immediatamente e anche direttamente da noi, lo trovo sconcertante!
N.B. altri ci hanno parlato del servizio corretto ma senza precisare chi contattare ed ho perso tanti giorni preziosi insistendo col canale che conoscevo e che credevo essere l’unico a gestire la cosa: se date indicazioni del genere siate minuziosi!
Prima di trovare supporto domiciliare ero spossata mentalmente, emotivamente e fisicamente, e vorrei che nessun altro debba sopportare simili sofferenze e smarrimento, né i pazienti né i loro cari; è per questo che, nonostante non ami parlare del mio privato, racconto di questa esperienza: perché si sappia che questi supporti esistono e sono attivabili anche direttamente dagli utenti, senza attendere che uno specialista che non arriva mai ne dichiari la necessità.
Solitamente scrivo di cose liete, curiosità e ispirazioni piacevoli che ruotano intorno alle mie immagini, stavolta l’atmosfera non è leggera ma se la mia esperienza sarà d’aiuto a qualcuno sarà anche questo un racconto positivo.
E poi…

Una composizione artistica c’è ed è carica di colori vivaci! Anch’essa ha profondamente a che fare con papà e con l’ultimo mese passato insieme ma vorrei che la nostalgia sia solo un sottofondo e prevalga la gratitudine per l’essere stati insieme, per aver condiviso momenti con una bella persona, sempre discreta ma sempre presente, concreta, fidata, attiva e simpatica (ovviamente pure con qualche difetto, che credo d’aver ereditato he he he…): con questo segnalibro vorrei stimolare ricordi gioiosi, in me e in chiunque lo riceva.
Marzo è sempre stato un mese bellissimo, perché nel giardino di papà ho sempre osservato dilagare la primavera, curiosando se stessero sbocciando nuovi fiori e se spuntasse lui, da qualche angolo dell’orto o del prato, occupato in uno dei tanti indaffaramenti che gli riempivano le giornate.
Invece quest’anno lui era allettato e vedere la natura, indifferente, tornare vitale mi sembrava crudele e ingiusto e non riuscivo a guardarmi intorno.
Sembrava così sbagliata la primavera quest’anno…
Col passare dei giorni però mi sono obbligata a riprendere confidenza col giardino e, anche se quello che stava accadendo continuava, continua, a sembrarmi ingiusto, il ricominciare a fiorire è tornato a sembrarmi bello e ho ripreso ad incantarmi quasi (quasi, perché manca la condivisione con papà) come al solito.
Ho creato questo segnalibro-ricordo innanzitutto per ringraziare chi, in quel periodo di quest’anno, ha fatto avanti e indietro da casa dei miei, ecco allora i narcisi che per tanti giorni hanno rallegrato anche i loro occhi; iniziavano ad essere sciupati ma proprio il primo di aprile hanno iniziato ad aprirsi i tulipani, quindi ne è spuntato uno anche nella mia illustrazione, come papà spuntava da qualche angolo del giardino.
Credo che fiori e piante siano nei ricordi di chiunque sia stato da lui e che anche chi l’ha incontrato solo nell’ultimo periodo abbia colto la sua personalità speciale, nonostante la debilitazione fisica e comunicativa non abbiano permesso di goderne appieno, come è sicuramente stato (mi sono arrivate tante dimostrazioni di affetto, stima e simpatia per lui, da aprile in poi ma anche ben prima!) per tutti i parenti, amici, compaesani e conoscenti con cui ha condiviso altri momenti dei suoi 94 anni.
Con la sua concretezza la mattina del 31 marzo ha decretato “basta” ma poi ha deciso di concedersi un guizzo di ripresa e ha rimandato al giorno dopo, alla sera del primo di aprile, aspettando che noi familiari più stretti fossimo tutti lì, per farci un “bel” pesce d’aprile! Sembra fuori luogo fare dell’ironia? No, è come se fino all’ultimo istante avesse fatto le cose a modo suo: lo vedo andarsene col suo tipico sorrisetto soddisfatto… a volte ci coglieva alla sprovvista e ci mettevamo un po’ a capire le sue freddure ma poi sorridevamo, orgogliosi di avere un papà (marito, ecc.) ironico, intelligente e arguto. Ha fatto in modo che potessimo ricordare il suo ultimo giorno riuscendo anche a cogliere una battuta e sorridergli, un regalo enorme, un saluto speciale.
Io saluto lui dedicandogli questa illustrazione e facendone dei segnalibri da donare come suo ricordo… forse anche un po’ ispirata dai mazzi di fiori che a lui faceva piacere offrire.
“In ricordo di papà (Emilio Bernasconi, Azzate, 25/01/1931 – 01/04/2025)”.
Anna
Ricordi emozionanti di una grande persona che ha donato tanto amore alla famiglia e non solo. Pur abitando ad Azzate non ho avuto il privilegio di conoscere il suo papà.
Grazie per aver condiviso questi ricordi .
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Io ringrazio di cuore lei per questo bel commento. 🙂
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Mis cars Anna come ti eri me in te e pure.nel to papà.Dursntr le mie pesanti malattie di questi ultimi anni ho sopportato di tutto e di più sempre cona ironia caratteriale
Imprese storiche dopo la morte del mio compagno con un figlio inesistente ed un ex marito che pensava solo si soldi. Dal tutto al niente con l’ aiuto di persone completamente estranee in una grande casa con un grande giardino per fortuna.E la tua storia mi tocca profondamente mi tocca profondamente tralasciando le istituzioni sociali il supporto dei pochi familiari la spensieratezza di colleghi ed estranei. Per ora sono ancora viva e ti sorrido con tanto amore amore… finché posso
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Cara Nella, grazie di essere qui con un sorriso, ti sorrido anche io e ti mando un abbraccio pieno di comprensione e affetto!
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