UNA FAMIGLIA A SORPRESA PER NATALE

ABart_1724_02_shop.jpgTITOLO: Natività I
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 5,5×6,5cm circa
NOTE: variante da appendere / variante da appoggio

Opera originale di Anna Bernasconi Art, pezzo unico, disponibile.

Nei menu del sito trovi i link agli shop o, se preferisci, per acquistare o per semplici informazioni, trovi anche il modulo per contattarmi.

Puoi leggere la presentazione di questa creazione, insieme a tutte le info, ispirazioni e curiosità, cliccando QUI!

Anna

TRA ARTE E SCIENZA SULLA SCIA DI UNA COMETA

Nasce prima l’oggetto artistico o l’articolo di presentazione? Domanda spuntata mentre creavo questa piccola pirografia, facendo giocosamente il verso ai giornalisti che chiedono ai cantanti “scrivi prima il testo o la musica?“. È nata come battuta ma ci ho pensato seriamente, concludendo che io non compongo i miei post seguendo un iter preciso: le percezioni che mi stimolano arrivano dalle più disparate fonti, poi le idee partono e incontrano altre percezioni, si mescolano e s’incastrano, un po’ con slancio e un po’ progettando, rimbalzando tra parole appuntate e segni abbozzati, segni e parole, parole e segni e avanti così, finché ad un certo punto vedo proprio quello che voglio mostrare e so quello che posso raccontare.

TITOLO: frammenti d’arte I
ISPIRAZIONEarazzo di Bayeux e cometa di Halley
TECNICA: pirografia su legno
DIMENSIONI: 7,3×9,5cm circa

Questa piccola pirografia è ispirata ad una grande opera che arriva dal passato e che ho conosciuto grazie ad un articolo in cui l’amico Fabio Casalini ne ha raccontato; si tratta dell’arazzo di Bayeux e la cometa di Halley che vi compare mi ha immediatamente ispirata. Cliccate QUI per vedere l’originale nelle foto di Fabio e leggere il suo racconto!

Per abbozzare il disegno non mi sono accontentata del primo spunto e tuffandomi nel web ho incontrato altre curiosità ed interpretazioni. Ho innanzi tutto trovato interessante sapere che, tecnicamente, il famoso “arazzo” non è un arazzo ma una tela di lino, lunga quasi 70 metri e composta da nove pannelli di diverse lunghezze, con una banda centrale di 33 cm e bordure superiori ed inferiori di circa 7 cm ognuna e che la tela è stata ricamata utilizzando quattro tipi di punto, dati da più mani che hanno lavorato in contemporanea, con fili di lana colorata in dieci tonalità ottenute a partire da tre tinture naturali (info tratte da www.bayeuxmuseum.com).

Riguardo alle altre reinterpretazioni/riproduzioni viste, quelle che mi hanno più incuriosita sono dei francobolli ispirati alla cometa o ad altre scene della tela o anche ad Edmond Halley ; molti sono stati emessi nel 1986, in occasione di un passaggio della cometa e dei trecento anni dalla visita di Halley all’isola di sant’Elena, dove fece alcuni dei più importanti studi astronomici. Vi lascio dei link per vederne una manciata con un comodo clic: QUIQUIQUIQUI e QUI.

Perdermi tra immagini e curiosità ha stimolato molto i miei gesti creativi ma il richiamo all’arazzo di Bayeux resta forte, perchè tutte le ricerche gli hanno girato intorno e perchè essendo affezionata all’arte del ricamo non potevo che ispirarmi ad esso in particolare; mi hanno però fatto notare che i colori della pirografia fanno pensare più a del vimini intrecciato che a dei punti di filato! Poco male, anzi, come sempre mi piace quando una cosa che realizzo stimola idee e sensazioni diverse da quelle da cui sono partita o a cui sono approdata io.

Chissà a quante altre menti creative questo arazzo avrà suggerito idee, per non parlare della cometa (probabilmente ben prima di prendere il nome da Halley ha ispirato anche Giotto, se non ne sapete nulla Marcella Andreini vi racconta qualcosa QUI)… spero che vi sia piaciuto scoprire la mia e prima di lasciarvi a curiosare altrove vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

P.S.
Questo piccolo post è stato replicato anche sul blog dei Viaggiatori Ignoranti, per dare maggior senso di continuità ai due articoli (questo mio e quello di Fabio) che si tengono per mano.

ILLUSTRAZIONI VARIE – IN PARTENZA PER IL 2013

tecnica mista – cartolina

Stiamo partendo verso un nuovo anno. Chi? Tutti! Siete pronti? Ma certo che lo siete! Perchè allo scoccare della mezzanotte non ci sarà alcun incontrollabile cambiamento. Però questa storia dell’anno nuovo è uno stimolo a fare il punto della situazione, a riflettere sulla strada che si sta percorrendo. Forse sarebbe una buona idea tracciare il percorso su una mappa e ogni tanto darle un’occhiata e aggiornarla, per capire se la direzione è quella giusta e se scopriamo che la meta verso la quale ci stiamo dirigendo non ci piace, provare un percorso alternativo. Male che vada si torna indietro e si prova con un altro. Ci sono un sacco di interessanti sentieri non segnalati, ve lo assicuro! E la maggior parte non sono poi tanto rischiosi, basta usare un po’ di buon senso.

Buon nuovo anno a tutti voi che passate da questo post, vi auguro che sia un piacevole tratto di vita arricchito da tanti bei sogni: qualche viaggio con la fantasia non può che far bene!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

L’omino che volò

 

C’era una volta un omino che voleva volare. Sognava di sollevarsi da terra con una piccola spinta, come per mettersi in punta di piedi e poi alzarsi da terra di una spanna, due spanne, tre, quattro, cinque… Spanna dopo spanna prendere il coraggio di andare sempre più in alto, fino a guardare giù dalle nuvole e poi ancora su, oltre le rotte degli aeroplani!
Un giorno proprio non ne poteva più di stare coi piedi per terra e gli venne in mente di volare mentre rincasava da lavoro. Ci pensò tra un passo e un altro, fu un’idea talmente improvvisa ed intensa che lo colse un capogiro! Si aspettò di cadere, invece non cascava mai: che una spanna si fosse finalmente infilata tra la terra e le sue scarpe? Sì, e le spanne aumentavano: due, tre, quattro, cinque… Cento, duecento, trecento spanne!
La gente l’osservava dal marciapiede mentre lui continuava l’ascesa e ad un certo punto fu talmente in alto che quasi gli prese paura ma infine si lasciò beatamente rapire dall’atteso viaggio.
Quando tornò coi piedi per terra non era sulla Terra.
Si trovò solo, nel silenzio di un Pianeta sconosciuto, attraversato da un’unica strada che si perdeva all’orizzonte; iniziò a percorrerla, senza fretta, in un ambiente sempre uguale ma a lui talmente nuovo da sembrargli diverso ad ogni passo e arrivato oltre l’orizzonte si trovò immerso in uno scenario che non era né giorno né notte, né alba né tramonto, un paesaggio allo stesso tempo infinito e raccolto, un magico spazio di serenità da riempire con sogni e speranze e una Luna era talmente vicina che sembrava volesse parlargli!
Dopo un tempo indeterminabile la Luna iniziò a muoversi e l’omino riprese i suoi passi, lungo la strada che sembrava fare da binario al magico astro.
Lontano, lungo la strada, c’era qualcosa. Dopo uno, due, trecento, cento, mille, forse milioni di passi arrivò davanti a quella cosa che riconobbe come la porta di casa sua e nuovamente stupito l’omino l’aprì di un dito, poi di una spanna e poi ancora un po’, fino a poter fare un passo oltre di essa: ecco materializzarsi su quel Mondo anche il resto della sua casa!
Si chiuse la porta alle spalle e andò alla finestra. Ora la Luna era molto lontana, l’omino vedeva la notte ed alla luce di una fila di lampioni il solito viale, con le solite case: come era volato via era tornato!
Alzò lo sguardo facendolo vagare tra le stelle e pensando che, anche se quel viaggio era finito, qualche nuovo sogno si sarebbe prima o poi realizzato.

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Spero che questo mio piccolo racconto illustrato vi sia piaciuto, auguro tanti bei sogni a tutti voi che passate di qua e vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

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