QUASI COME CARTOLINE

Negli ultimi giorni questo blog ha cambiato layout e se qua è stato un cambiamento altrove è stata una totale novità: è nato da pochi giorni il blog “Quasi come cartoline“!

Chi mi segue da un po’ conosce già le due autrici: siamo io (Anna Bernasconi Art) e la mia amica de “Il giardino dei progetti” che diverse volte mi ha aiutata a trovare ispirazione per le mie creazioni artistiche

QUASI COME CARTOLINE
 
Era bello trovare piccole sorprese di carta e inchiostro nella cassetta della posta!
Quel tipo di cartolina è ancora il nostro preferito ma troviamo affascinante anche poter spedire immagini e parole ovunque, senza conoscere i destinatari.
Noi “invieremo” tramite questo blog delle “cartoline virtuali”, con le nostre fotografie e le nostre parole, per rammentare luoghi ed impressioni, destinate a… chi lo sa?
Noi comunque inviamo, convinte che i mezzi moderni, se usati bene, possano trasformare la nostalgia in nuove incantevoli occasioni di comunicare ed emozionare!
 
Le due amiche di “Anna Bernasconi Art” e “Il giardino dei progetti” ringraziano per la visita chiunque le riceverà!
Dunque, cliccate subito QUI per vedere le nostre cartoline e arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

SEGUENDO IL PROFUMO DI… AGLIO!

Io e la mia amica di “Il giardino dei progetti” abbiamo fatto un’altra chiacchierata tra i fiori e potete leggerla sul blog “I viaggiatori ignoranti“. Non preoccupatevi, nonostante il titolo vi piacerà anche se non digerite l’aglio…

Dopo questa piccola introduzione con anteprima fotografica vi invito a cliccare QUI e se vorrete unirvi alle nostre chiacchiere ne saremo felici: aspettiamo i vostri commenti al link, sotto al post completo.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

QUASI ALBA, QUASI TRAMONTO

All’alba ed al tramonto la luce è (quasi) sempre magica. Dipingere o fotografare un bel tramonto è alla portata di (quasi) tutti e ne vediamo di bellissimi (quasi) ogni giorno. Eppure (quasi) tutti restiamo (quasi) ogni volta incantati. All’alba ed al tramonto le luci si somigliano ed illuminano i pensieri, spegnendo o accendendo le giornate.

TITOLO: “QUASI ALBA, QUASI TRAMONTO
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 7,5×7,5cm circa

Malinconicamente, diciamo che anche la vita tramonta. Quella di alcuni dopo aver colorato l’esistenza con sobrie sfumature, quella di altri con straordinarie pennellate. Chi resta consola il cuore imparando, giorno dopo giorno, a trasformare quei colori mescolandoli coi propri, ottenendo preziosi insegnamenti.

Dedico questo legnetto alle persone che ho visto giungere al tramonto e che hanno colorato almeno un po’ la mia vita, soprattutto ad una il cui ricordo mi ha accompagnata mentre dipingevo.

Grazie a “il giardino dei progetti” per l’ennesima involontaria ispirazione fotografica.

Arrivederci alla prossima ispirazione tra realtà e fantasia!

Anna

GUARDANDO ALL’INSÙ

Il bello delle piante è che non è necessario essere istruiti per apprezzarle. Quando incontrano il sole ed accendono i colori, quando ricamano aggrovigliando i rami, quando fanno danzare le foglie col vento, quando si nascondono nella nebbia disegnando delicate ombre… chiunque può apprezzarle, senza sapere come coltivarle, senza conoscerne il nome, le proprietà, la storia botanica, le fasi di vita, l’anatomia… basta osservarle per goderne.

TITOLO: “GUARDANDO ALL’INSÙ
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 6×6,5cm circa

Qualcuno le nota distrattamente, qualcuno s’incanta, qualcuno le studia… Qualcuno le fotografa o s’ispira ad esse! Io ho visto la fotografia di una Lagerstroemia Indica, mi sono ispirata ed un nuovo “legnetto” è nato!

Il nome Lagerstroemia nasce grazie a Linneo (nome italianizzato dello svedese Carl von Linné, o Carl Nilsson Linnaeus… cliccate QUI per scoprirne di più!), padre della moderna classificazione botanica, il quale scelse di far derivare il nome di questa bella pianta ornamentale da quello di Magnus Von Lagerstroem, visto che proprio Von Lagerstroem la notò in India (ma è originaria della Cina) e ne spedì alcuni esemplari a Linneo per farla classificare.
Avete mai notato che molti nomi scientifici dei fiori terminano con la sigla “L.“? Quella lettera è proprio un riferimento a Linneo!

Anche stavolta la mia ispirazione è andata alla deriva, partendo da un fiore reale e finendo col fantasticare ma… pare che alla fine sia tornata sulla terraferma: come mi ha fatto notare l’autrice della fotografia, ho involontariamente trasformato la Lagerstroemia in qualcosa di molto simile alla Buddleja! Se l’avete vista durante qualche passeggiata, avrete di certo notato le sue pannocchie fiorite che attirano le farfalle (e tanti altri insetti), tanto da essere conosciuta anche come “albero delle farfalle“.

 

Rileggendo l’inizio di questo post mi vene in mente una mia zia che passava parecchio tempo a guardare fiori e piante, sorridente ed estasiata. Sua sorella, molto più pratica, l’ha sempre presa in giro dicendo “è là che guarda per aria!” ma sono sicura che, almeno per qualche secondo al giorno, s’incanti anche lei a guardare il nostro giardino.

Raccomandandovi di non lasciarvi sfuggire il piacere di osservare le meraviglie della natura vi saluto, arrivederci nei commenti e al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

LUCI CHE SBOCCIANO

Nella storia di questo legnetto si prendono per mano, ancor più del solito, molte ispirazioni e molte scoperte. Voglio raccontarvele nell’ordine in cui mi si sono rivelate, spero le troverete interessanti!

Stavolta, l’amica da cui ultimamente ho spesso tratto ispirazione ha tenuto le mani di un suo amico e la mia, facendoci avvivinare: la mia fantasia è così entrata virtualmente (tramite le fotografie) del giardino di lui, trovando ispirazione per questo piccolo dipinto (se volete vedere la fotografia originale cliccate QUI).

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“LUCI CHE SBOCCIANO” / acrilico su legno DIMENSIONI: 8x8cm circa
Le mie pennellate hanno unito natura e fantasia in un fiore “inedito” e solo una volta finito di dipingere ho voluto chiedere quale fiore fosse quello fotografato; saputo che si tratta di un anemone giapponese ho ovviamente iniziato a curiosare, scoprendo che gli anemoni (anche se non precisamente quelli “giapponesi”) tengono per mano antichi miti…
Si narra che Anemone fosse una ninfa, tramutata da Chloris (la dea dei fiori) in un delicatissimo fiore che si sciupa se esposto al vento, o meglio ai venti: Borea e Zefiro, che amando la ninfa Anemone avevano provocato l’invidia di Chloris.
L’etimologia greca di “anemone” indica infatti il vento.
Si narra anche che l’anemone sia il “fiore d’Adone“: Adone, bellissimo figlio di Mirra e del di lei padre, fu conteso tra Afrodite e Persefone, ucciso da un geloso Ares ed infine riportato in vita sotto forma di fiore (l’anemone appunto) dalla piangente Afrodite.
Un’altra versione vede Afrodite scendere negli inferi, ritrovare Adone e riportarlo in vita, variante che prende per mano il culto egizio di Osiride.
Appena letto il riferimento ad Osiride mi sono stupita: ecco che anche gli ultimi due elementi della storia di questo dipinto si sono presi per mano: le leggende e la musica!
Cliccate QUI per ascoltare “Isis and Osiris“, brano tratto da “Into The Electric Castle” degli Ayreon (uno dei progetti musicali di Arjen Anthony Lucassen), album che ha accompagnato il mio dipingere!
Ora vi saluto, mentre contemplo i dettagli che inaspettatamente si sono così armoniosamente legati e vi do l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna
Fonti bibliografiche: se curiosate per internet troverete varie versioni delle leggende riportate, quelle a cui mi sono riferita in questo post sono quelle suggerite da Alfredo Cattabiani nel suo “Florario“.

PENSIERI NEL VENTO

I titoli aggiungono surrealismi ai quadri, perché suscitano nello spettatore quello stesso automatismo psichico che è alla base della pittura, invitandolo ad un concatenamento di idee del tutto personale e coinvolgendolo totalmente nella creazione artistica…

Mannaggia al professore che non ci ha insegnato ad appuntare le fonti bibliografiche: ho trascritto il pensiero d’apertura da non so più quale libro, letto l’ultimo anno del Liceo Artistico, durante una ricerca su Yves Tanguy, notevole artista surrealista appena un po’ meno conosciuto dei più nominati Dalí, Magritte, Ernst, Mirò…

Ho rispolverato i vecchi appunti perchè la piccola creazione che vi presento in questo post mi ha fatto pensare anche a Tanguy. Saranno certi colori, certi spazi, certe forme…

TITOLO: pensieri nel vento
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 6,5×8,5cm circa
NOTE: dettagli argentati

Pensieri che ondeggiano nel vento, come i ciuffi dell’Erioforo, una pianticina che non avevo mai notato in passato e che quest’anno ho invece incontrato lungo due passeggiate in montagna. Provando ad essere precisa, credo d’essermi imbattuta nell’Erioforo a foglie strette (Eriophorum angustifolium)…

Ho già raccontato che inizialmente non assegnavo titoli alle mie creazioni, per non influenzare le sensazioni di chi osserva: spesso dipingo soggetti semplici, poco più che decorativi ma… chissà, quando la mente gioca con forme e colori possono spuntare inaspettate sensazioni! Poi, diverse persone mi hanno detto di vedere i titoli come ulteriori stimoli a scambiarsi sensazioni ed idee e da allora scrivo le mie “dediche” sempre più volentieri.
Ecco perché ho citato quell’appunto ritrovato: riguarda concetti su cui mi sono spesso interrogata.

Provando a stimolare esponenzialmente le vostre idee, dopo aver mostrato la mia creazione e detto il nome che ho scelto per lei, vi accompagno a vedere anche altre due immagini:
-cliccate QUI per vedere quella che ha dato il via alla mia creatività (sembrerà strano ma lo stimolo di partenza non è arrivato dagli eriofori) e che come spesso accade è uno scatto by “Il giardino dei progetti
-cliccate QUI per vedere “Maman, Papa est blessé“, una delle pitture di Yves Tanguy a cui ho pensato osservando il mio lavoro finito… magari mi ha involontariamente ispirata anche lui, da qualche angolo dei ricordi!

Sperando che i vostri pensieri ora stiano ondeggiando tra mille idee vi saluto, dandovi l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

TORNANDO IN CERTI LUOGHI

Tornando in luoghi dove siamo già stati, rifacendo esperienze che abbiamo già vissuto, riaffiorano ricordi o si trovano sorprese?

Questo dipinto è nato guardando una fotografia: forme e colori mi hanno attratta alla prima occhiata ed ho creduto di essere in procinto di progettare uno dei mei legnetti ma quando ho iniziato ad abbozzare sulla carta qualcosa è cambiato: è affiorata la voglia di tornaremaneggiare altri formati ed altre tecniche che trascuravo da tempo. Però mi è venuto da usarli in modo diverso dal passato…

TITOLO: “TORNANDO IN CERTI LUOGHI
TECNICA: pastelli ad olio
DIMENSIONI: 27x27cm circa

La creazione a cui dedico questo post non è un progetto realizzato, piuttosto è un irresistibile accumulo disorganizzato di voglie e pensieri, partiti da qualcosa che una mia amica ha, altrettanto irresistibilmente, immortalato: lo sguardo verso un Pennisetum che se siete curiosi potete vedere su “Il giardino dei progetti“, cliccando QUI. Da lì arrivano ancora ispirazioni e forse si avvicineranno maggiormente alla fotografia originale o magari se ne andranno ancora più lontane di stavolta… chissà!

Qualcuno ha notato uno scorcio speciale e condividendo il suo sguardo (moderne magie!) ha stimolato qualcun altro a tornare, con scarpe nuove, su vecchie strade. E chi ha scattato la fotografia, cosa proverà tornando in quel luogo? Io penso che ricorderà le sensazioni già vissute ma, anche, si sorprenderà di quel che è cambiato, sia nel paesaggio che nel suo modo di osservarlo.

Riflettendo su questo tornare indietro che rappresenta allo stesso tempo l’essere andati avanti vi saluto, dandovi l’arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

LEGNETTI – SEDENDO E MIRANDO

Spesso racconto come nascono i titoli piuttosto che le creazioni, non perché voglia farne un mistero ma perché capita che forme e colori prendano vita dai sovrappensieri, dalla mescolanza di chissà quali ricordi o che l’idea di partenza chiacchieri talmente tanto con la mia manualità e la mia fantasia da non ricordare più, a lavoro concluso, da dove sia partita.

Stavolta posso raccontarvi che l’idea è spuntata guardando la fotografia di un vaso, una ceramica di Ginori intitolata “Adone e Diana” (non ditemi che non siete curiosi: cercate su google immagini questa meraviglia!). Posso raccontarvi che ho appuntato un veloce schizzo a penna: una cornice laterale di alberi fogliosi ed un paesaggio collinare. Posso raccontarvi che lo schizzo ha dormito un anno e mezzo, solo poche settimane fa si è animato e solo oggi sono tornata a cercare l’originale e quel che ho riscoperto testimonia due cose: la mia scarsa memoria e la flebilità del confine tra scopiazzatura e ispirazione! Dai miei scarsi appunti credevo che anche nell’originale lo sfondo fosse collinare e che il cielo fosse azzurro, invece il mio interpretare ha finito col somigliare all’originale più nei colori che nei dettagli: chi volesse azzardare a giudicare cosa ho copiato e cosa ho interpretato, sbaglierebbe!

Devo ammettere di fare apposta, quando appunto uno spunto, a non essere troppo precisa e magari a lasciar passare del tempo, soprattutto se parto da una creazione altrui: se voglio che l’immagine divenga mia devo dimenticare più possibile quella che mi ha ispirata e lasciare che che la mia mano sia guidata dal mio sentire, poco importa se mi porterà vicino o lontano da quello dell’autore che mi ha ispirata. Sarà bello comunque, sia scoprire di essere in sintonia che scoprire un sapore diverso! E poi ancora a gustare sintonie e differenze nei commenti di chi osserva e magari troverà a sua volta ispirazione…

TITOLO: “SEDENDO E MIRANDO
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 13x13cm

Mentre creavo, ripensavo ai paesaggi umbri che ho ammirato diverse volte. Chi è stato in Umbria insieme a me ha commentato che qualcosa gli faceva pensare, chissà perchè, alle Marche. Alla mia amica che sta in giardino (se non la conoscete cliccate QUI o venite a curiosare due post indietro) ha fatto pensare a “L’infinito” di Giacomo Leopardi… Ancora Marche, quindi! Dovrò proprio organizzare qualche vacanza anche lì.

Sempre a testimonianza della mia scarsa memoria, vi dico che ho sempre avuto difficoltà a scuola, con le poesie da imparare a ripetere, nonostante il linguaggio poetico mi piacesse molto. Quindi vi va se facciamo un ripasso insieme? Se cliccate QUI ne troverete una versione molto, molto speciale!

Il titolo di questo legnetto è sì un omaggio alla poesia ma è soprattutto quello che mi viene da fare davanti ai paesaggi su cui hanno passeggiato i miei pensieri durante questa creazione: quello toscano dell’ispirazione (la manifattura di porcellane dei Ginori nasce a Sesto Fiorentino), quello umbro dei miei ricordi, quello marchigiano dove ha portato la libertà dell’interpretare.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

LEGNETTI – SEMINIAMO CAMPI DI GIOIA

Anche le creazioni semplici sono ricche di passaggi. S’accende una scintilla, un’ispirazione improvvisa abbozzata velocemente, magari affiancata da qualche appunto colorato. Poi, gesto dopo gesto, pensiero dopo pensiero, forme e colori dialogano con la fantasia, fino all’ultimo segno. Quasi mai progetto troppo meticolosamente: mi tengo pronta alle sorprese o almeno a qualche guizzo finale… ma la creatività non ha mai fine e dove smetto (o quasi) io inizia l’osservatore!

A creazione conclusa, è per me irrinunciabile una passeggiata nel GIARDINO DEI PROGETTI, dove trovo un’amica che a volte mi dà sicurezza confermando le mie visioni ed altre volte, quando capita che per la troppa concentrazione mi perda nei dettagli, risveglia la mia attenzione col suo sguardo fresco e curioso. Anche stavolta mi ha dato una mano, mentre cercavo l’ennesimo titolo, dicendomi: “i colori mi suggeriscono una graminacea“. Io non ci avevo proprio pensato ma poi mi è sembrato evidente che il colore di sfondo possa richiamare, ad esempio, un capo di grano! E d’incanto ho dato un senso anche ai dettagli, creati più per istinto che per ragionamento e ho risposto: “da piccola (ehm… anche adesso) sgranavo le spighe e le lanciavo per aria e l’effetto è un po’ quello delle foglioline sparpagliate per il legnetto!“.
Dilagando l’entusiasmo abbiamo pensato ai giochi nei prati, ai chicchi di riso lanciati agli sposi, a semini sgranati, a magici semini che nascono già fioriti…

TITOLO: “CAMPI DI GIOIA
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 7x14cm circa

Il titolo di questo legnetto è quindi ispirato ad un’affettuosa, giocosa, gioiosa amicizia e spero che a chiunque lo guardi ispirerà lo stesso felice sentimento, pensando all’amicizia, all’amore, alle soddisfazioni o a qualsiasi altro campo della vita in cui abbia seminato.

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

IN GIARDINO RACCONTANDO DI ROSE E DI STELLE

Converrete che avendo accanto dei buoni amici si possa certamente combinare qualcosa di buono. Eccomi allora a condividere, in compagnia dei Viaggiatori Ignoranti, i risultati di qualche scambio di idee tra me e la mia amica della pagina “Il Giardino dei Progetti“!

Cliccate l’immagine per vedere un’altra illustrazione e leggere racconti, leggende e curiosità che abbiamo creato e scovato per voi. Vi aspetto sul blog dei Viaggiatori e arrivederci tra i prossimi post “tra realtà e fantasia”!

Anna

DORATI VENTAGLI DI NATURA ANTICA

Nuovo legnetto con cui giocare a “inventa un titolo” col GIARDINO DEI PROGETTI! Ci piaceva associarlo sia ai fiori di convolvolo che alle foglie di ginkgo biloba. Che indecisione! Approfondendo per trovare l’ispirazione decisiva ho scoperto che…

Il ginkgo biloba ha origini così antiche da essere definito un fossile vivente: dopo 250 milioni di anni (milione più, milione meno) è l’unica specie sopravvissuta della sua famiglia, le ginkgoaceae.

L’etimologia del nome è orientale ma la scomoda pronunciabilità non è dovuta alla lingua per noi inusuale. Se non ho capito male, il nome originale della pianta è cinese: yin xing, albicocca d’argento, in riferimento ai suoi frutti. Il nome europeo deriva però dalla definizione giapponese gin kyofrutto d’argento. Non quadra qualcosa? Già! Un errore di trascrizione avrebbe mutato ginkyo nel poco pronunciabile ginkgo. Tale definizione è stata infine accettata e completata con l’aggettivo biloba, a indicare la forma delle foglie che spesso sono, appunto, divise in due lobi. Ginkgo biloba diventa così il nome che assume, utilizzando i nostri caratteri, questa pianta.

La suggestione però porta oltre! Ad esempio, un’altra definizione per questa pianta pare sia albero dei ventagli. In effetti la particolare forma delle foglie è forse la caratteristica che più simboleggia questa pianta (probabilmente ne avrete viste svariate foto e disegni).

Anche le forme realizzate su questo legnetto ricordano quelle foglie e questo più il resto del mio curiosare mi ha finalmente suggerito un titolo:

TITOLO: “DORATI VENTAGLI DI NATURA ANTICA
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 6,5x8cm circa
NOTE: parti dorate

Perchè “ventagli” e “natura antica” leghino questo legnetto al ginkgo biloba vi sarà chiaro. Ma l’oro? Solo per il fatto che ho usato dell’acrilico dorato? No! D’autunno siamo affascinati dalle trasformazioni cromatiche di molte piante ma il giallo “dorato” delle foglie di questa pianta è uno di quelli che più incanta e quindi il “dorato” che sta nel titolo è anche un altro richiamo alla pianta di cui vi ho appena raccontato qualcosa.

Spero vi siate incuriositi e continuerete a scoprire dettagli su questo albero speciale, intanto io vi saluto e… arrivederci al prossimo post!
Anna

SORPRESE IN GIARDINO

Ho da poco (finalmente!) iniziato a dare i titoli alle mie creazioni e per quelle floreali capita spesso di avvalermi d’una complice, l’amica di “IL GIARDINO DEI PROGETTI. Per questo legnetto la sua complicità è stata diversa: involontaria ma fondamentale! Qualche tempo fa, tra gli aggiornamenti della sua pagina Facebook, sono stata attratta da una fotografia all’Allium sphaerocephalum. Ho deciso di riproporlo a modo mio ed eccovi il risultato!
TITOLO: “sorprese in giardino”
TECNICA: acrilico su legno

DIMENSIONI: 5,5×13,5cm circa

Sorprese in giardino: perchè l’ispirazione è arrivata a sorpresa curiosando nel giardino facebookiano della mia amica ma soprattutto per ricordare che basta poco per stupirsi, anche restando nei dintorni di casa, è sufficiente lasciarsi incuriosire dagli scorci insoliti e attrarre dai dettagli.
Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

I LEGNETTI – RAMPICANDO TRA LUMINOSI PENSIERI

Questo legnetto ha ricordato a me e alla mia complice del GIARDINO DEI PROGETTI la Clematis.
Ho letto ovunque che il suo nome deriva dal greco e la traduzione più frequente è “tralcio di vite“. Non conoscendo il greco non posso però escludere anche le altre, più vaghe: legno flessibile, pianta sarmentosa, ramicello pieghevole, pianta rampicante… Insomma, di sicuro l’etimologia fa riferimento al portamento delle clematidi, pianticelle che si arrampicano flessuosamente.
Una delle definizioni che più mi sono piaciute è però: pianta volubile. Mi piace cercare il lato positivo delle cose e allora pensando a qualcosa di volubile ho pensato all’aspetto positivo del termine, associandolo anche a me: non so come gli altri mi vedano ma io considero i miei cambiamenti di direzione un pregio! Spesso cambio idea, non perchè sia talmente insicura da barcollare perennemente ma perchè provo entusiasmo a scoprire nuovi punti di vista.
Vagando tra etimologie e riflessioni ho infine scelto il titolo con cui presentarvi questo legnetto:
TITOLO: “rampicando tra luminosi pensieri
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 9,5×17,5cm circa

NOTE: fondo argentato

Ho scelto l’aggettivo “luminosi” per ispirare pensieri positivi. Ho anche pensato che arrampicandosi tra i pensieri si può “illuminare” la mente con nuove idee. Se non vi piace perdervi in troppi pensieri ecco una spiegazione più semplice: questi fiori hanno qualcosa di luminoso perchè sono dipinti su un fondo argentato! Sì, semplicemente per questo. Spesso si pensa di andare a cercare la felicità percorrendo intricati labirinti, invece i pensieri davvero “luminosi” nascono dalle cose semplici. Non credete?

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!
Anna

 

I LEGNETTI – ARABESCHI ALPINI

Per battezzare questo legnetto, io e IL GIARDINO DEI PROGETTI avevamo inizialmente pensato ai fiori del Sambuco, pianta che durante le mie passeggiate confondevo spesso con altre, soprattutto con un altro diffuso arbusto dalle piccole infiorescenze bianche.
Nonostante la mia sbadataggine ed il cercare titoli che siano più ispirazioni che rigorosi riferimenti, qualcosa non mi convinceva a giocare col Sambuco. Secondo candidato suggeritomi: Cornus Florida. Chi mi è apparso, cercando immagini? L’arbusto che mi creava confusione! È proprio una varietà di Cornus, anche se non quella suggerita per questo piccolo dipinto. Ora che ho visto le due piante facendo ricerche e non passeggiando distrattamente, la differenza mi è lampante! La natura regala un’infinità di piccole varianti e sono quindi pronta a scoprire altre piante simili e tornare confusa ma non mi scoraggerò: continuando a curiosare, qualcosa imparerò!

 

Però ancora non ci siamo col titolo del legnetto a cui questo post è dedicato. Infatti non ci siamo fermate nemmeno al Cornus, abbiamo proseguito fino ad una scoperta per entrambe: l’Arabetta alpina! Ha pochi fiori, semplici, a quattro petali. Perfetto. E il nome mi somiglia anche alla definizione che avrei usato per descrivere lo stile del disegno: arabeschi!
Ecco quindi battezzato un altro legnetto, pronto da appendere nella casa di chi lo vorrà!

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“Arabeschi alpini” / acrilico su legno / diagonale 9,5×9,5cm circa

Se vi piacciono i fiori, approfondite: troverete due sottospecie di Arabis alpina e diverse altre varietà di Arabis. Voi che state leggendo l’avevate già notata? Ne conoscevate il nome? Occhi aperti durante le prossime passeggiate: si può trovare in quasi tutta Italia, anche a quote modeste ma soprattutto montagna, particolarmente su terreni calcarei, rocciosi e lungo i greti dei torrenti.

Spero che questo nuovo arrivo tra i legnetti vi piaccia e vi saluto augurandovi un’estate piena di belle passeggiate!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

I LEGNETTI – SOGNI D’ARGENTO, ACHILLINA ROSSA!

Questo legnetto è nato sdraiato. Che pigrone! Ma no, dai, un pisolino non fa mai male e col titolo ho pensato di augurargli la buona nanna. Ma in questo caso i soliti “sogni d’oro” hanno finito col tingersi d’argento!

TITOLO: “sogni d’argento, achillina rossa!”
TECNICA: acrilico su legno
DIMENSIONI: 6×25,5cm circa

NOTE: fondo argentato

Poi, chi è achillina? Un fiore nato dall’incrocio tra l’achillea e la fantasia!
Inizio con questo legnetto a coinvolgere l’amica “architetta” de “IL GIARDINO DEI PROGETTI” (ci siamo conosciute QUI): con la scusa di dare dei titoli ad alcune delle mie creazioni, ci stiamo divertendo a trovare somiglianze tra i miei disegni floreali, spesso di fantasia e le piante e i fiori reali.

L’achillea (detta anche millefoglio) è una pianta molto diffusa, anche se non tutti ne conoscono il nome e raggruppa diverse specie. Ce n’è una (anzi almeno due) che noto nei prati da sempre e che trovo allo stesso tempo semplice e particolare, elegante e simpatica… Quando ho scoperto il nome mi è piaciuta ancora di più, visto che Achille è il nome del mio nonno materno, l’altro artista di famiglia!

L’Achille al quale è dedicato il fiore che questo piccolo dipinto ci ha ricordato è però un altro, ovviamente: viene raccontato che il leggendario eroe che portava quel nome, durante la guerra di Troia utilizzasse le proprietà medicinali di questa pianta per curare i suoi soldati. Infatti l’achillea, come più o meno tutte le piante, possiede delle qualità speciali.

Quanto sarebbe utile conoscere tutta la vastità di rimedi (e di insidie!) che le piante nascondono…

Arrivederci al prossimo post!

Anna

I LEGNETTI – UNA CAMELIA PER TE

Vi eravate mai accorti che le mie creazioni non hanno mai avuto titoli? Mi sono sempre apparsi come dei limiti, come delle forzature a vedere proprio quella cosa, quell’atmosfera, quella sensazione. Chi mi segue da tempo lo sa: preferisco lasciare le mie creazioni “libere d’essere interpretate”! Da oggi, invece, con alcune creazioni mi permetterò di giocare, inventando dei titoli.
I miei “LEGNETTI” si stanno popolando di fiori, spesso fiori inventati. Prossimamente, anche grazie ai suggerimenti di un’amica esperta di giardini, spunteranno nomi “tra realtà e fantasia”. Ma stavolta, tutti quelli che hanno visto questo piccolo dipinto hanno pensato ad una camelia. Quindi ecco, semplicemente, “UNA CAMELIA PER TE”.

TECNICA: acrilico su legnoTITOLO: “UNA CAMELIA PER TE

DIMENSIONI: 11×13,5cm
NOTE: fondo dorato

Voglio salutarvi con una curiosità: cliccate QUI per leggere la storia di una camelia vera!

Arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

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