Un taccuino quasi di viaggio

Ho sempre ammirato i taccuini artistici altrui ma io non m’ero mai sentita ispirata a tenerne, né a casa né in viaggio; poco tempo fa invece ho voluto procurarmene uno, senza sapere se e cosa vi avrei mai scarabocchiato.

Quando è morto il mio telefono cellulare l’ho sostituito con uno smartphone, scegliendone uno molto basico, anche in quanto a fotocamera: ho la sensazione che più la tecnologia mi offre possibilità più la mia vita finisce con l’appesantirsi invece che alleggerirsi, perciò ho voluto che il nuovo dispositivo non promettesse troppe prestazioni con cui distrarmi.

Ho iniziato a sfruttare spesso la sua fotocamera lasciando a casa quella buona, godendomi così il fotografare senza pretese, l’appuntare velocemente ricordi e spunti; la ritrovata leggerezza nello scattare (sono sicura che sia merito di quella) mi ha permesso di trasformare lo storcere il naso in idee: partendo da scatti magari interessanti ma troppo sfocati o malamente illuminati (per poter essere considerati buone foto) ho preso il mio piccolo, nuovo, immacolato taccuino e… sulla prima pagina ho ricomposto la scena di una fotografia poco convincente; sulla seconda pagina ho inventato una foglia ispirata ad una che avevo immortalato; sulla terza ho ritratto uno scorcio che, per comodità, ho fotografato invece che dipingerlo “en plein air”; sulla quarta ho appuntato una “fotografia mancata”: uno scorcio di passeggiata che prevedevo di fotografare rientrando, mentre si è poi tornati per un altro sentiero: arrabbiata con me stessa per non aver colto l’occasione all’andata mi sono un po’ perdonata disegnando un abbozzo di quello sguardo. Così ha preso vita un taccuino artistico dove “giocare” con le fotografie (ed una non-fotografia).

Certamente un taccuino può contenere idee anche incoerenti tra loro ed alternare schizzi a piccole opere estemporanee ma ci è voluto un tema per stuzzicare me… forse dovrei acquistare altri taccuini, per farmi trovare pronta a raccogliere altri guizzi, ci ho messo quarant’anni a iniziare il primo ma chissà che si inneschi una reazione a catena!

Una fotocamera scadente, un taccuino, dei vecchi pastelli a cera e mi sono sentita serena e soddisfatta: stordita dal sentir parlare di top di gamma, alta qualità, uso professionale, performance, HD, layout accattivanti, strategie e bla bla bla mi stavo dimenticando che si può fare bene anche con poco e che è quello il modo in cui preferisco fare.

Qualcuno avrà notato che il collage contiene foto dei disegni a cui ho accennato ma anche alcune che non c’entrano col dipingere ed il motivo è che c’è dell’altro: “Fare peggio per fare meglio” è il titolo di un post fratello (ma non gemello!) di questo, basta un clic per continuare a curiosare! Altrimenti, arrivederci al prossimo post “tra realtà e fantasia”.

Anna

4 risposte a "Un taccuino quasi di viaggio"

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  1. Ammiro questa tua passione portata sempre avanti nel migliore dei modi.Non riuscirei mai ad imitarti anche se adoro la fotografia e odio la tecnologia purtroppo però devo lavorarci.Ho un vecchio android che devo cambiare , fa foto sfocate ed è difficile trovarne una passabile, ma non sono mai stata un’esperta. Ho comprato un nuovo cell ma ho paura ad usarlo. Si può essere così imbranati? si ne sono testimone. Complimenti per il tuo taccuino, non riuscirei mai ad emularti. Bacione piovoso

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    1. La tecnologia è un passaggio obbligatorio per quasi tutti e sicuramente chiunque ci si può divertire, basta mettere da parte la paura di sbagliare! Dai Nellina, prendi confidenza con icone e schermate del telefono nuovo e GIOCACI! 😁 ‘sta tecnologia ci fa spesso dannare ma dobbiamo vincere noi e trovare il modo di divertirci con lei!
      Bacione piovoso ma caloroso anche da qua… 😘

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  2. A me le foto del mio cellulare sembrano sempre brutte. Ho questo ricordo (sicuramente falso) delle stupende foto che facevo con la macchina digitale (che ho rotto). Mi “accontenterei” di disegnare così, durante le passeggiate. Sarebbe bello farlo, con un bel taccuino e la mano giusta, ma senza pretese, tanto per divertirsi e rilassarsi 😉

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    1. Oramai gli smartphone hanno fotocamere che scattano meglio di certe compatte… a parte il mio (e forse il tuo 😂?) hahahahaha… ha megapixel che forse manco la mia prima compatta ne aveva così pochi e non posso nemmeno mettere a fuoco. Ma un ricordo o un buono spunto o un accettabile appunto si catturano anche così… basta abbassare le aspettative!

      Senza pretese, tanto per divertirsi e rilassarsi… è probabilmente il modo migliore di iniziare a fare le cose (e in molti casi anche di continuare a farle). Evviva le fotocamere scarse e i taccuini!

      Salutoni cara Elle!

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