Al chiaro di Luna con Edvard Munch

Il “Chiaro di luna” originale è un dipinto di Edvard Munch del 1895, conservato al Museo Nazionale di Oslo ed è un’opera che, come poche altre, mi ha immediatamente, infinitamente, affascinata.
Ho voluto ridipingerlo ma senza imitarlo pedissequamente: più che studiare la tecnica o la personalità di Munch desideravo assecondare la sensazione di attrazione-sintonia, facendo un tentativo personale di entrare in quello scorcio e in quell’atmosfera; un piccolo e veloce acquerello è la via che si è rivelata perfetta.

C’è chi preferisce elaborare le opere altrui a suo modo e chi preferisce cercare di viverle a modo dell’autore (anche solo nel guardarle, non ridisegnandole), io credo che una via non sia migliore dell’altra e concedersi di percorrerle entrambe sia il massimo. Lo penso come spettatore (è interessante sia osservare con curiosità che con libertà) ed anche come autore (è “magico” sia percepire sintonia che scoprire punti di vista alternativi).

Mi è già capitato di dirlo: penso che lasciare un’opera libera d’essere interpretata sia ciò che la rende viva ed immortale ma bisogna interpretare con la consapevolezza che non possiamo immedesimarci davvero nella mente e nelle emozioni dell’autore, possiamo “solo” lasciar dialogare quel che vediamo (ascoltiamo, leggiamo…) con le nostre sensazioni, il nostro sapere, le nostre esperienze, i nostri gusti.
La chiarezza in merito dovrebbe essere d’obbligo rendendo pubblici i propri commenti e “letture”: chi vi incapperà tenderà a fidarsi e la reale conoscenza delle intenzioni/emozioni dell’artista va distinta dalle proprie deduzioni, o ne verranno più travisamenti che arricchimenti.

A te viene più spontaneo studiare, interpretare, o entrambe le cose? Se ti va raccontamelo con un commento, grazie se lo farai e, in ogni caso, arrivederci al prossimo post tra realtà e fantasia!

Anna

STUDIO/REINTERPRETAZIONE DEL DIPINTO “CHIARO DI LUNA” DI EDVARD MUNCH • acquerelli su carta • 11x17cm

7 pensieri riguardo “Al chiaro di Luna con Edvard Munch

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  1. Ciao Anna, studiare è necessario per interpretare, senza un’accurata ricerca, uno studio approfondito, qualsiasi interpretazione sarebbe superficiale.
    Qualcuno, non a torto, direbbe che si può interpretare un’opera basandosi sull’aspetto esteriore, lasciando che sia l’istinto a “parlare”, anche se un’interpretazione “retinica”, con le conseguenti reazioni emozionali, non va trascurata, penso che solo conoscendo il linguaggio con cui l’opera ci parla possiamo andare in profondità al punto che l’interpretazione, sempre e comunque personale, sia il sunto di tutte (o quasi) le variabili disponibili.
    Complimenti per il tuo lavoro, buona giornata.

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    1. Perdona la risposta ritardataria Romualdo, mi ero persa il tuo graditissimo commento, che porta a migliorare la mia riflessione, e a renderla più precisa!

      Certamente un’altra distinzione da fare è quella tra l’interpretazione emozionale/ispirazionale e l’interpretazione effettiva dell’opera.
      Nel primo caso è più un interpretare le proprie sensazioni che impattano con l’opera, è un’operazione “ad uso personale”, uno spunto per partire ma andare altrove, e in questo caso anche solo la vista può bastare a dare il via a cose interessanti.
      Volendo invece provare ad interpretare proprio l’opera è necessario approfondirne la conoscenza: tirare ad indovinare basandosi sulla propria sensibilità può al massimo essere un divertimento iniziale ma poi la ricerca è indispensabile. E per fortuna anche quella è spesso divertente, o comunque interessante.

      Grazie del passaggio e del commento, un caro saluto!

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    1. Indubbiamente Nella! E appena un’opera ti sta affascinando già le tue emozioni la stanno un po’ interpretando o indagano in essa… Magari non c’è tempo o voglia di approfondire ma anche la semplice affascinazione è qualcosa di speciale! 🤩 Saluti e bacioni!

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  2. Cara Anna🌹, il mio “mestiere” di poeta m’impone di studiare ogni opera d’arte, che sia poesia o pittura. Ma poiché è un “mestiere” strano studio quelle opere che mi suggeriscono una condivisione intellettuale e emotiva insieme. Grazie per quanto hai scritto e per l’ospitalità al mio commento 🙏🤗🌹

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    1. Buongiorno Marcello!
      È preferibile soffermarsi a studiare qualcosa che smuove pensieri ed emozioni, ci sono talmente tante opere da scoprire che non è difficile trovarne.
      Anche se non è impossibile, armati di curiosità e fantasia, trovare barlumi d’ispirazione pure in qualcosa che, appena incontrata, non sembrava contenere spunti da condividere con noi. Quando succede è una bella sorpresa.
      Un saluto e grazie del tuo passaggio e del tuo commento! 😊💐

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